Cerco la possibilità (economica si intende) per mantenermi in Italia con moglie e figlio, mentre studio Scienze Politiche, con l'obbiettivo di concludere con una tesi di laurea sopra il processo elettorale.
La tesi consisterà di cinque sezioni:
1) Storia dei sistemi elettorali.
2) Storia e comparazione dei conteggi, con menzione dei metodi di conteggio usati attualmente.
3) Descrizione accurata del sistema elettorale e del conteggio italiano, mettendo in evidenza le sue origini e la base legale.
4) Studio della Costituzione e del Corpo di leggi relazionate al processo elettorale per determinare la legalità del sistema attuale, i margini entro i quali sono valide modificazioni, e il grado di aderenza ai diritti politici e umani o eventualmente il mancato rispetto a alcun diritto garantito con leggi di priorità superiore.
5) Conclusione con proposte correttive.
Purtroppo ho speso la mia vita creando lavoro per altri (per circa 50 impiegati in totale), senza proteggere i miei interessi e cercare la mia sicurezza economica.
Preferirei trovarmi in condizione di potermi allontanare senza preoccupazioni economiche per dedicarmi a progetti che mi appassionano, ma vivo ancora di quello che guadagno ogni mese.
L'appello è rivolto quindi a un mecenate o sponsor idealista interessato al risultato che deriverà dallo studio.
É un appello ipotetico, dovuto al fatto che il suo autore non crede che sia comune l'interesse per migliorare quello che funziona male, ma con la promessa, che da parte dell'autore ci sarà una risposta immediata a una altamente improbabile proposta di appoggio.
Ai lettori la promessa di riprendere il monologo (grazie al silenzio del pubblico, che dal principio è stato invitato a partecipare a trasformarlo in dialogo) in breve.
venerdì 17 agosto 2012
martedì 31 gennaio 2012
Controllare le spese e le economie dei greci
La richiesta di alcuni paesi europei (in testa la Germania) di controllare gli sforzi greci mediante un commissario europeo era prevedibile.
C'erano due possibilità: O i greci riescono a mantenere le promesse, o il buco rimane aperto, e forse aumenta.
Nel secondo caso, dopo ripetuti aumenti e aggiustamenti, era ovvio che si alza la voce "è ora di farci controllare per finirla con gli inganni!".
Leggo ora, che altri invece non sono d'accordo, perchè bisogna rispettare la sovranità nazionale.
Valida allora la mia proposta, di preparare un sistema efficiente per la pubblica amministrazione, e consegnarlo a nazioni come la Grecia, che sono campioni in spreco.
Senza offendere la sovranità nazionale, si potrebbe far dipendere aiuto economico dall'applicazione di tale sistema.
Anzi, andando più in la, visto che la Comunità Europea si è fatta principalmente come comunità economica, si completa finalmente la ciambella e si fa il buco giusto: Comunità retta dallo stesso sistema di amministrazione pubblica.
Per garantire che gli Stati spendono allo stesso modo e funzionano con la stessa efficienza.
In altre parole ... in fondo sarebbe un livellamento e un tentativo di ridurre la corruzione o ostacolarla seriamente.
Per ragioni di sovranità nazionale, ciò di sicuro non interesserà a molti Stati.
Sospetto che interesserà maggiormente agli stati che pagano.
C'erano due possibilità: O i greci riescono a mantenere le promesse, o il buco rimane aperto, e forse aumenta.
Nel secondo caso, dopo ripetuti aumenti e aggiustamenti, era ovvio che si alza la voce "è ora di farci controllare per finirla con gli inganni!".
Leggo ora, che altri invece non sono d'accordo, perchè bisogna rispettare la sovranità nazionale.
Valida allora la mia proposta, di preparare un sistema efficiente per la pubblica amministrazione, e consegnarlo a nazioni come la Grecia, che sono campioni in spreco.
Senza offendere la sovranità nazionale, si potrebbe far dipendere aiuto economico dall'applicazione di tale sistema.
Anzi, andando più in la, visto che la Comunità Europea si è fatta principalmente come comunità economica, si completa finalmente la ciambella e si fa il buco giusto: Comunità retta dallo stesso sistema di amministrazione pubblica.
Per garantire che gli Stati spendono allo stesso modo e funzionano con la stessa efficienza.
In altre parole ... in fondo sarebbe un livellamento e un tentativo di ridurre la corruzione o ostacolarla seriamente.
Per ragioni di sovranità nazionale, ciò di sicuro non interesserà a molti Stati.
Sospetto che interesserà maggiormente agli stati che pagano.
domenica 29 gennaio 2012
Blog orfano
Da qualche giorno, ricordandomi del mio blog, sono andato a rivedere le statistiche e nonostante il mio lungo silenzio la pagina mantiene un numero costante di visitatori.
Non me lo so spiegare.
Un giorno avete una "illuminazione" (e ovviamente avete abbastanza umore per non prendervi troppo sul serio) tutt'altro che utopica su cosa si dovrebbe cambiare per avere un mondo più giusto perlomeno sotto un certo aspetto. Cercate di ottenere pareri per capire se la gente si importa della correttezza delle regole, e ottenete esigue critiche neppure molto coerenti, ma in generale silenzio.
Ho già detto, che ai tedeschi piace moltissimo lamentarsi. E che gli italiani hanno tutta una cultura di rassegnazione.
Ma non intendevo affatto dire che ciò valga per tutti. Alla fine dei conti, io sono un italiano di cultura tedesca, e non sono affatto rassegnato, e neppure disposto a limitarmi alle lamentazioni per tutta la mia vita. Voglio fare tutto ciò che rientra nelle mie possibilità - includendo ampliare in grande tali possibilità - per consegnare a mio figlio un mondo che funzioni meglio. E credo di non essere affatto l'unico desideroso di migliorare le cose.
Non sono affatto idealista. E neppure utopista.
I cambi radicali sono pericolosi, assolutamente rischiosi e non credo affatto che la mente umana riesca a concepire a tavolino un progetto di società che possa funzionare. Anzi, tali tentativi sono sempre di carattere totalitario. Sono degli schemi in cui i popoli vengono oppressi a forza, e chi non ci sta bene viene eliminato.
Io invece penso, che più che guidare, il sistema deve essere costruito in modo tale da includere.
Cosa strana, includere significa anche dare spazio e potere a chi vuole ostruire.
Cosa c è di buono nel permettere l'ostruzione?
Prima di tutto, nel caso della democrazia siamo lontani dal rispettare i diritti di tutti. Per principio sarebbe quindi un passo essenziale e doveroso per rispettare teoricamente tutti coloro che hanno diritto a votare, e non solo quelli che hanno votato.
In secondo luogo, quando l'obiezione è massiva, ignorarla non è affatto intelligente.
Senza dubbio è comodo ignorare e continuare allo stesso modo, ma è comodo per chi sta nella posizione di potersi creare vantaggi, non di chi "subisce" gli effetti delle decisioni prese.
Democrazia quindi vuol dire prima di tutto non nascondere le voci e volontà di coloro che non sono d'accordo con quello che si dice e si fa.
Siamo molto lontani dall'equità nel processo democratico, e sono sicuro che a un certo punto nel futuro si faranno cambi.
Quando si comincerà e dove dipende ... da voi o dai vostri figli (inteso in senso globale).
Però senza dubbio non siete ancora al punto giusto.
Alcuni sono indignati, ma sono pochissimi.
L'indignazione sovviene, quando si perde l'illusione di riuscire ad arrangiarsi in qualche modo.
Per essere sincero, io non sono un indignato. Le disgrazie italiane non mi toccano direttamente, perché non vivo in Italia. La mia è pura convinzione che si può fare molto con molto poco, aprendo sbarramenti e regolando meglio la condotta di chi dirige.
Sembra che ai cittadini delle democrazie non venga affatto l'idea, che le regole democratiche sono migliorabili. Anzi! Sembra che ormai sono tutti convinti che la democrazia nella sua forma attuale è il meglio possibile e che i difetti ovvi sono intrinseci. Per cui, quando gli non si è più disposti ad accettare certi sviluppi, certuni ricadono nella tentazione di appoggiare politiche antidemocratiche ed esclusive.
Ve lo ripeto: La democrazia non è arrivata alla vetta ed è in declino. Stiamo solo vedendo dopo parecchi decenni, che è stata ideata con qualche difetto, e che gli aspetti negativi, continuando con lo stesso sistema, diventano molto pesanti.
La cosa corretta sarebbe quindi cominciare a limare il sistema, togliere gli spigoli ostacolanti, creare un sistema di resa dei conti efficiente.
Quando cominciamo?
Non me lo so spiegare.
Un giorno avete una "illuminazione" (e ovviamente avete abbastanza umore per non prendervi troppo sul serio) tutt'altro che utopica su cosa si dovrebbe cambiare per avere un mondo più giusto perlomeno sotto un certo aspetto. Cercate di ottenere pareri per capire se la gente si importa della correttezza delle regole, e ottenete esigue critiche neppure molto coerenti, ma in generale silenzio.
Ho già detto, che ai tedeschi piace moltissimo lamentarsi. E che gli italiani hanno tutta una cultura di rassegnazione.
Ma non intendevo affatto dire che ciò valga per tutti. Alla fine dei conti, io sono un italiano di cultura tedesca, e non sono affatto rassegnato, e neppure disposto a limitarmi alle lamentazioni per tutta la mia vita. Voglio fare tutto ciò che rientra nelle mie possibilità - includendo ampliare in grande tali possibilità - per consegnare a mio figlio un mondo che funzioni meglio. E credo di non essere affatto l'unico desideroso di migliorare le cose.
Non sono affatto idealista. E neppure utopista.
I cambi radicali sono pericolosi, assolutamente rischiosi e non credo affatto che la mente umana riesca a concepire a tavolino un progetto di società che possa funzionare. Anzi, tali tentativi sono sempre di carattere totalitario. Sono degli schemi in cui i popoli vengono oppressi a forza, e chi non ci sta bene viene eliminato.
Io invece penso, che più che guidare, il sistema deve essere costruito in modo tale da includere.
Cosa strana, includere significa anche dare spazio e potere a chi vuole ostruire.
Cosa c è di buono nel permettere l'ostruzione?
Prima di tutto, nel caso della democrazia siamo lontani dal rispettare i diritti di tutti. Per principio sarebbe quindi un passo essenziale e doveroso per rispettare teoricamente tutti coloro che hanno diritto a votare, e non solo quelli che hanno votato.
In secondo luogo, quando l'obiezione è massiva, ignorarla non è affatto intelligente.
Senza dubbio è comodo ignorare e continuare allo stesso modo, ma è comodo per chi sta nella posizione di potersi creare vantaggi, non di chi "subisce" gli effetti delle decisioni prese.
Democrazia quindi vuol dire prima di tutto non nascondere le voci e volontà di coloro che non sono d'accordo con quello che si dice e si fa.
Siamo molto lontani dall'equità nel processo democratico, e sono sicuro che a un certo punto nel futuro si faranno cambi.
Quando si comincerà e dove dipende ... da voi o dai vostri figli (inteso in senso globale).
Però senza dubbio non siete ancora al punto giusto.
Alcuni sono indignati, ma sono pochissimi.
L'indignazione sovviene, quando si perde l'illusione di riuscire ad arrangiarsi in qualche modo.
Per essere sincero, io non sono un indignato. Le disgrazie italiane non mi toccano direttamente, perché non vivo in Italia. La mia è pura convinzione che si può fare molto con molto poco, aprendo sbarramenti e regolando meglio la condotta di chi dirige.
Sembra che ai cittadini delle democrazie non venga affatto l'idea, che le regole democratiche sono migliorabili. Anzi! Sembra che ormai sono tutti convinti che la democrazia nella sua forma attuale è il meglio possibile e che i difetti ovvi sono intrinseci. Per cui, quando gli non si è più disposti ad accettare certi sviluppi, certuni ricadono nella tentazione di appoggiare politiche antidemocratiche ed esclusive.
Ve lo ripeto: La democrazia non è arrivata alla vetta ed è in declino. Stiamo solo vedendo dopo parecchi decenni, che è stata ideata con qualche difetto, e che gli aspetti negativi, continuando con lo stesso sistema, diventano molto pesanti.
La cosa corretta sarebbe quindi cominciare a limare il sistema, togliere gli spigoli ostacolanti, creare un sistema di resa dei conti efficiente.
Quando cominciamo?
venerdì 9 dicembre 2011
Mese sabatico
Confesso:
Avevo cominciato con l'illusione di non essere l'unico a voler migliorare le cose.
Avevo detto chiaramente, che non mi interessa essere un chiacchierone popolare, e che più del consenso cerco la partecipazione per agire.
Credevo che siamo maggioranza quelli che ragioniamo, e che sappiamo capire a che livello i tempi attuali ci costringono ad aprire gli occhi.
Ma ancora non vedo nessuna intenzione di chiedere, esigere, creare sistemi per far in modo che le cose vengano toccate in maniera diversa.
Insomma:
Siamo proprio noi, la massa governata, che ci rifiutiamo di instaurare altri modi per gestire i nostri affari.
Siamo noi che ci manteniamo isolati, e che solo conosciamo da secoli un solo metodo per obbligare al cambio:
L'assalto al forno delle grucce.
Come se l'unica maniera di ottenere cambi sia distruggendo prima quello che c'è!
Faccio un esempio:
Sarà, che siamo veramente in disaccordo sul fatto, che mentre da un lato una percentuale alta di italiani (ormai tutti laureati) fa fatica a trovare un lavoro che permetta loro di pagare contributi per 42 anni, o di arrivare all'età pensionistica e poi ottenere una pensione dignitosa, è opportuno (non dico nè giusto ne socialmente corretto) mantenere esenzioni e privilegi per altri gruppi molto piccoli?
Insomma: È possibile che la maggioranza degli elettori veramente vogliamo tagli dolorosi alla popolazione più debole, e allo stesso tempo ci sembra di vitale importanza finanziare "missioni di pace" e comprare aerei da caccia per una montagna di soldi, che ogni sensatezza ci direbbe di lasciar stare?
O siamo ancora confusi e non identifichiamo la ragione per cui ci troviamo in tempi di crisi?
Non sono ne cospirazioni americane per sostenere la loro valuta, ne manovre di altri paesi più forti, ne la cattiveria e la sete di guadagno di speculatori e avvoltoi.
Tutti, proprio tutti, abbiamo lasciato che i nostri emeriti governanti gestissero le cose senza limiti.
E se non l'hai capita, te lo chiedo direttamente:
Dimmi per favore, cosa significa economicamente, se per gestire la tua casa, per mantenerla in ordine, funzionale e sicura, hai da anni spese elevate, e sei arrivato a debiti che superano gli ingressi annuali di tutti i membri della tua famiglia?
Cosa diresti, se in questa situazione, quando ormai non riesci più a mascherare e sono pochissimi quelli che ti danno credito, continui a progettare nuove spese?
E spiegami, se i tuoi familiari continueranno ancora per molto a versarti la metà delle loro entrate per permetterti una gestione generosa in certe direzioni, e austera nei loro confronti?
Io dico,m che se c'è un giardinetto con un angolo morto, nascosto alla vista esterna, rischi di essere ssitemato li dai tuoi stessi familiari.
Pero questa logica, una volta che esce dalle mura domestiche, sembra non funzionare più.
Non vi chiamo fratelli, perchè non lo siamo, ma la gran maggioranza di noi sicuramente si sente fottuta, o no?
Allora:
Fottuti paesani, ce la facciamo a introdurre forzosamente certi "piccoli" cambi che ci permettono - mantenendo la pace, evitando la distruzione e la violenza - di tagliare le gambe con un colpo agli sfacciati irresponsabili che fanno (come si testimonia nei mezzi di comunicazione) solo i cazzi loro?
L'alternativa che avete, ed è molto chiara, è di abbandonarvi a gente che per il solo fatto che vuole guadagnarsi una buona pensione con 5 anni di "lavoro", e che ormai ci ha mostrato chiaramente, che il "lavoro" è solo una cosa: Premere i bottoni al momento giusto per arrivare alla fine dei 5 anni.
Alla faccia nostra!
Continuo nella convinzione che:
1) Protestare non serve a niente.
2) La violenza costa troppo
3) L'opposizione pacifica organizzata, con misure di pressione pacifiche (come fatto in scala molto maggiore da Gandhi oltre mezzo secolo fa!) funziona
4) La democrazia è il meglio che abbiamo, non funziona ancora bene, ma si può aggiustare già con piccole modifiche.
5) Viviamo già in tempi in cui è possibile la mobilizzazione in massa a bassi costi, e con probabilità di successo enormi.
6) Dovremmo ormai essere consci del fatto che quando le cose le organizza chi fa parte del "sistema", è probabile che siamo di nuovo manipolati e usati.
Allora, ancora non ne hai abbastanza, e preferisci subire, o cominci a mostrare che sei vivo e ti muovi?
Avevo cominciato con l'illusione di non essere l'unico a voler migliorare le cose.
Avevo detto chiaramente, che non mi interessa essere un chiacchierone popolare, e che più del consenso cerco la partecipazione per agire.
Credevo che siamo maggioranza quelli che ragioniamo, e che sappiamo capire a che livello i tempi attuali ci costringono ad aprire gli occhi.
Ma ancora non vedo nessuna intenzione di chiedere, esigere, creare sistemi per far in modo che le cose vengano toccate in maniera diversa.
Insomma:
Siamo proprio noi, la massa governata, che ci rifiutiamo di instaurare altri modi per gestire i nostri affari.
Siamo noi che ci manteniamo isolati, e che solo conosciamo da secoli un solo metodo per obbligare al cambio:
L'assalto al forno delle grucce.
Come se l'unica maniera di ottenere cambi sia distruggendo prima quello che c'è!
Faccio un esempio:
Sarà, che siamo veramente in disaccordo sul fatto, che mentre da un lato una percentuale alta di italiani (ormai tutti laureati) fa fatica a trovare un lavoro che permetta loro di pagare contributi per 42 anni, o di arrivare all'età pensionistica e poi ottenere una pensione dignitosa, è opportuno (non dico nè giusto ne socialmente corretto) mantenere esenzioni e privilegi per altri gruppi molto piccoli?
Insomma: È possibile che la maggioranza degli elettori veramente vogliamo tagli dolorosi alla popolazione più debole, e allo stesso tempo ci sembra di vitale importanza finanziare "missioni di pace" e comprare aerei da caccia per una montagna di soldi, che ogni sensatezza ci direbbe di lasciar stare?
O siamo ancora confusi e non identifichiamo la ragione per cui ci troviamo in tempi di crisi?
Non sono ne cospirazioni americane per sostenere la loro valuta, ne manovre di altri paesi più forti, ne la cattiveria e la sete di guadagno di speculatori e avvoltoi.
Tutti, proprio tutti, abbiamo lasciato che i nostri emeriti governanti gestissero le cose senza limiti.
E se non l'hai capita, te lo chiedo direttamente:
Dimmi per favore, cosa significa economicamente, se per gestire la tua casa, per mantenerla in ordine, funzionale e sicura, hai da anni spese elevate, e sei arrivato a debiti che superano gli ingressi annuali di tutti i membri della tua famiglia?
Cosa diresti, se in questa situazione, quando ormai non riesci più a mascherare e sono pochissimi quelli che ti danno credito, continui a progettare nuove spese?
E spiegami, se i tuoi familiari continueranno ancora per molto a versarti la metà delle loro entrate per permetterti una gestione generosa in certe direzioni, e austera nei loro confronti?
Io dico,m che se c'è un giardinetto con un angolo morto, nascosto alla vista esterna, rischi di essere ssitemato li dai tuoi stessi familiari.
Pero questa logica, una volta che esce dalle mura domestiche, sembra non funzionare più.
Non vi chiamo fratelli, perchè non lo siamo, ma la gran maggioranza di noi sicuramente si sente fottuta, o no?
Allora:
Fottuti paesani, ce la facciamo a introdurre forzosamente certi "piccoli" cambi che ci permettono - mantenendo la pace, evitando la distruzione e la violenza - di tagliare le gambe con un colpo agli sfacciati irresponsabili che fanno (come si testimonia nei mezzi di comunicazione) solo i cazzi loro?
L'alternativa che avete, ed è molto chiara, è di abbandonarvi a gente che per il solo fatto che vuole guadagnarsi una buona pensione con 5 anni di "lavoro", e che ormai ci ha mostrato chiaramente, che il "lavoro" è solo una cosa: Premere i bottoni al momento giusto per arrivare alla fine dei 5 anni.
Alla faccia nostra!
Continuo nella convinzione che:
1) Protestare non serve a niente.
2) La violenza costa troppo
3) L'opposizione pacifica organizzata, con misure di pressione pacifiche (come fatto in scala molto maggiore da Gandhi oltre mezzo secolo fa!) funziona
4) La democrazia è il meglio che abbiamo, non funziona ancora bene, ma si può aggiustare già con piccole modifiche.
5) Viviamo già in tempi in cui è possibile la mobilizzazione in massa a bassi costi, e con probabilità di successo enormi.
6) Dovremmo ormai essere consci del fatto che quando le cose le organizza chi fa parte del "sistema", è probabile che siamo di nuovo manipolati e usati.
Allora, ancora non ne hai abbastanza, e preferisci subire, o cominci a mostrare che sei vivo e ti muovi?
venerdì 11 novembre 2011
L'ora della pecora
Ci sono dozzine di opinioni sul da fare, ma solo una scelta da fare.
È oltremodo ovvio, che chi non ha governato vuole le elezioni anticipate. Le possibilità di arrivare al governo in questo momento sono elevate.
Berlusconi - e sarebbe una grande sorpresa se non fosse così - preferisce la continuazione dello stato attuale, sotto la guida delle sue marionette.
Grillo dice che Monti praticamente è la seconda scelta peggiore.
Io non sono nessuno, ma per ragioni che ti saranno comprensibili tra qualche frase, credo di sapere cosa si deve fare.
Delle tre posizioni descritte, non vado d'accordo con nessuna.
Le prime due sono posizioni di interesse per il potere. La terza non la vogli ocommentare. Forse Grillo ha qualche ragione, ma non posso dargliela in questo caso. E non sto affatto dicendo che un governo guidato da Monti sia la soluzione giusta.
La cosa giusta da fare è:
Elezioni anticipate NO. Già solo per il tempo necessario, e l'incertezza generata, si devono scartare.
Il principio che deve servire da guida è invece generare fiducia. E non in Italia.
Chi ci dice quindi qual è il candidato e il governo migliore, stavolta sono i mercati esteri.
Delle soluzioni proposte attualmente, Monti sembra la scelta migliore. Sembra anche improbabile, che nel corso dei prossimi giorni si presenti un'alternativa più accetta.
Io quindi, se fossi al Parlamento, stavolta mi asterrei dal fare politica di partito (e potere) e appoggerei il candidato preferito dei mercati.
Sono d'accordo con gli indignados, che i mercati stanno rovinando le economie nazionali, ma la colpa è degli sprechi e delle spese troppo alte dei governi.
E in ogni caso, cercare di andare contro corrente - da quel che si vede chiaramente da diversi mesi, solo ingrossa la corrente e la rende più minacciosa.
Ripeto quindi, che ora si deve accettare e sostenere la pecora che segue il corso prescritto da fuori, per calmare le acque i ridurre il fuoco.
Ma allo stesso tempo si deve cominciare a cercare una soluzione internazionale per controllare le spese nazionali (aumentando l'efficienza, riducendo il costo degli stipendiati, evitando sprechi e facendo investimenti che generano impiego).
La pecora si manda avanti e con calma si riprogetta la logistica.
È oltremodo ovvio, che chi non ha governato vuole le elezioni anticipate. Le possibilità di arrivare al governo in questo momento sono elevate.
Berlusconi - e sarebbe una grande sorpresa se non fosse così - preferisce la continuazione dello stato attuale, sotto la guida delle sue marionette.
Grillo dice che Monti praticamente è la seconda scelta peggiore.
Io non sono nessuno, ma per ragioni che ti saranno comprensibili tra qualche frase, credo di sapere cosa si deve fare.
Delle tre posizioni descritte, non vado d'accordo con nessuna.
Le prime due sono posizioni di interesse per il potere. La terza non la vogli ocommentare. Forse Grillo ha qualche ragione, ma non posso dargliela in questo caso. E non sto affatto dicendo che un governo guidato da Monti sia la soluzione giusta.
La cosa giusta da fare è:
Elezioni anticipate NO. Già solo per il tempo necessario, e l'incertezza generata, si devono scartare.
Il principio che deve servire da guida è invece generare fiducia. E non in Italia.
Chi ci dice quindi qual è il candidato e il governo migliore, stavolta sono i mercati esteri.
Delle soluzioni proposte attualmente, Monti sembra la scelta migliore. Sembra anche improbabile, che nel corso dei prossimi giorni si presenti un'alternativa più accetta.
Io quindi, se fossi al Parlamento, stavolta mi asterrei dal fare politica di partito (e potere) e appoggerei il candidato preferito dei mercati.
Sono d'accordo con gli indignados, che i mercati stanno rovinando le economie nazionali, ma la colpa è degli sprechi e delle spese troppo alte dei governi.
E in ogni caso, cercare di andare contro corrente - da quel che si vede chiaramente da diversi mesi, solo ingrossa la corrente e la rende più minacciosa.
Ripeto quindi, che ora si deve accettare e sostenere la pecora che segue il corso prescritto da fuori, per calmare le acque i ridurre il fuoco.
Ma allo stesso tempo si deve cominciare a cercare una soluzione internazionale per controllare le spese nazionali (aumentando l'efficienza, riducendo il costo degli stipendiati, evitando sprechi e facendo investimenti che generano impiego).
La pecora si manda avanti e con calma si riprogetta la logistica.
mercoledì 9 novembre 2011
Grazie!
Ho scelto il titolo corto, ma le considerazioni da fare sono moltissime.
Il Grazie è rivolto al Cav. Silvio Berlusconi.
Ed è a doppia sfaccettatura.
Una volta il grazie diretto, per togliersi di mezzo (in apparenza).
Il grazie vero però è maligno:
Silvio, grazie per non essere così furbo come ti credi!
Il gioco lo controlli in Italia, e ciò ti ha fatto credere, che le cose le risolvi allo stesso modo anche quando ci sono pressioni dall'estero!
Lo spread sale? E tu a dire due frasi, che non è giustificato.
Ti riducono il rating? E altre due frasi, che è una mossa non sostenuta dalla realtà.
E così via.
Mentre invece il grosso dell'energia tu e i tuoi lo riservate a spingere legge e emendamenti che fanno molto comodo a te.
Grazie quindi, per aver sottovalutato il resto del mondo!
Dove tu non comandi, sono preoccupati per i loro soldi, e sanno benissimo, che sotto la tua guida l'Italia fa tre passi per crearti uno scudo protettivo e un passo per tutto il resto delle cose.
Non è un grazie al mondo, per aver risolto un problema dell'Italia. Lo hanno fatto nel loro interesse.
Ma comunque siamo grati.
Il siamo include mezz'Italia.
Il che suona positivo.
E invece dubito che lo sia.
Primaditutto, la ritirata di berlusconi dal palco non vuol dire tanto. Il suo partito è nel vero senso della parola "suo".
È un organismo composto da parecchi avvocati, che hanno il compito principale di salvaguardare il Condottiere. E sono sicuro, che la maggioranza non smetterà di fare diligentemente il proprio lavoro, solo che perlomeno non sarà più per proteggere le massime cariche dello Stato, bensì coloro che nuotano nel capitale.
L'altra cosa che speriamo cambierà è che ci dovrebbe essere meno ricorso al voto di fiducia per passare le "leggine" che col Referendum avevamo negato.
Il prossimo governo potrebbe essere nuovamente di centrodestra, con pressappoco gli stessi personaggi.
Potrebbe anche essere di Centrosinistra con pressappoco i personaggi attuali di Opposizione, che finalmente trovano un accordo basato sulla volontà di governare.
Ma continuo a non credere in nessuna delle due possibilità.
Di sicuro non voterò nè per l'uno, nè per l'altro schieramento. Se rimane una terza opzione (non intendo il terzo polo), la studierò.
Io continuo a sperare in un movimento serio, responsabile, e deciso a far pulizia.
Non cerco i miracoli e la genialità. Forse ci sono, ma a cambiare le cose si può anche prendere un granchio e fare più danno che bene.
Per cominciare, preferisco chiedere tagli allo spreco nell'amministrazione pubblica.
Chi lavora per la comunità deve veramente lavorare. Il superfluo deve essere eliminato completamente.
Si deve perseguire il massimo dell'efficienza.
Chiedo anche tagli alle spese militari. Tutto ciò che non è veramente necessario si lascia per tempi migliori. Tagli alle spese di appoggio al culto (non dico a zero, anche se sono ateo, ma ci devono essere, perchè tocca a tutti stringere la cintura).
Il resto del pacchettone, sia privatizzazioni o altre cose, lo lascio alla discussione. Ma certi settori preferirei non toccarli. Preferirei lasciare fondi per appoggiare progetti economici privati (però non alla maniera della Sinistra, che finisce per favorire imprenditori disonesti. Se come Stato ti presto o ti do soldi, perlomeno per un certo tempo sono tuo socio e posso prendere il comando in qualsiasi momento sia necessario ...).
Se governa la Sinistra, mi aspetterei l'abolizione di tutte le leggi pro Silvio nel giro di massimo sei mesi. Sarebbe il minimo che devono al paese!
È il 9 de Novembre 2011 in Italia.
Non ho ancora perso la speranza che la politica dei paesi democratici migliori prima che io muoia.
Posso contribuire con qualche piccola idea (studiata per provocare cambi graduali, però in modo naturale).
Tocca a voi, 60 milioni di paesani, volere il cambio, mettervi d'accordo su alcune cose basilari, e fare forza assieme per ottenerle.
Il Grazie è rivolto al Cav. Silvio Berlusconi.
Ed è a doppia sfaccettatura.
Una volta il grazie diretto, per togliersi di mezzo (in apparenza).
Il grazie vero però è maligno:
Silvio, grazie per non essere così furbo come ti credi!
Il gioco lo controlli in Italia, e ciò ti ha fatto credere, che le cose le risolvi allo stesso modo anche quando ci sono pressioni dall'estero!
Lo spread sale? E tu a dire due frasi, che non è giustificato.
Ti riducono il rating? E altre due frasi, che è una mossa non sostenuta dalla realtà.
E così via.
Mentre invece il grosso dell'energia tu e i tuoi lo riservate a spingere legge e emendamenti che fanno molto comodo a te.
Grazie quindi, per aver sottovalutato il resto del mondo!
Dove tu non comandi, sono preoccupati per i loro soldi, e sanno benissimo, che sotto la tua guida l'Italia fa tre passi per crearti uno scudo protettivo e un passo per tutto il resto delle cose.
Non è un grazie al mondo, per aver risolto un problema dell'Italia. Lo hanno fatto nel loro interesse.
Ma comunque siamo grati.
Il siamo include mezz'Italia.
Il che suona positivo.
E invece dubito che lo sia.
Primaditutto, la ritirata di berlusconi dal palco non vuol dire tanto. Il suo partito è nel vero senso della parola "suo".
È un organismo composto da parecchi avvocati, che hanno il compito principale di salvaguardare il Condottiere. E sono sicuro, che la maggioranza non smetterà di fare diligentemente il proprio lavoro, solo che perlomeno non sarà più per proteggere le massime cariche dello Stato, bensì coloro che nuotano nel capitale.
L'altra cosa che speriamo cambierà è che ci dovrebbe essere meno ricorso al voto di fiducia per passare le "leggine" che col Referendum avevamo negato.
Il prossimo governo potrebbe essere nuovamente di centrodestra, con pressappoco gli stessi personaggi.
Potrebbe anche essere di Centrosinistra con pressappoco i personaggi attuali di Opposizione, che finalmente trovano un accordo basato sulla volontà di governare.
Ma continuo a non credere in nessuna delle due possibilità.
Di sicuro non voterò nè per l'uno, nè per l'altro schieramento. Se rimane una terza opzione (non intendo il terzo polo), la studierò.
Io continuo a sperare in un movimento serio, responsabile, e deciso a far pulizia.
Non cerco i miracoli e la genialità. Forse ci sono, ma a cambiare le cose si può anche prendere un granchio e fare più danno che bene.
Per cominciare, preferisco chiedere tagli allo spreco nell'amministrazione pubblica.
Chi lavora per la comunità deve veramente lavorare. Il superfluo deve essere eliminato completamente.
Si deve perseguire il massimo dell'efficienza.
Chiedo anche tagli alle spese militari. Tutto ciò che non è veramente necessario si lascia per tempi migliori. Tagli alle spese di appoggio al culto (non dico a zero, anche se sono ateo, ma ci devono essere, perchè tocca a tutti stringere la cintura).
Il resto del pacchettone, sia privatizzazioni o altre cose, lo lascio alla discussione. Ma certi settori preferirei non toccarli. Preferirei lasciare fondi per appoggiare progetti economici privati (però non alla maniera della Sinistra, che finisce per favorire imprenditori disonesti. Se come Stato ti presto o ti do soldi, perlomeno per un certo tempo sono tuo socio e posso prendere il comando in qualsiasi momento sia necessario ...).
Se governa la Sinistra, mi aspetterei l'abolizione di tutte le leggi pro Silvio nel giro di massimo sei mesi. Sarebbe il minimo che devono al paese!
È il 9 de Novembre 2011 in Italia.
Non ho ancora perso la speranza che la politica dei paesi democratici migliori prima che io muoia.
Posso contribuire con qualche piccola idea (studiata per provocare cambi graduali, però in modo naturale).
Tocca a voi, 60 milioni di paesani, volere il cambio, mettervi d'accordo su alcune cose basilari, e fare forza assieme per ottenerle.
martedì 18 ottobre 2011
Elecciones 1:1 ; Abstención = asientos vacios en Parlamento y Senado ; Quórum
1. La formula con la cual se asignan asientos en las Cámaras son pura Convención definida por leyes de alguna mayoría. SE PUEDEN MODIFICAR!
2. La abstención es NO DELEGAR. No tener en cuenta las abstenciones es tradición, sin ninguna justificación legal. Así como se ignora la abstención se puede tener cuenta de ella!
3. La propuesta en breve:
- Se dejan cuotas mínimas para no fraccionar demasiado.
- Se asignan asientos de forma directamente proporcional a los votos.
- Votos nulos, en blanco, o a partidos que no pasan el mínimo se transforman en asientos vacíos.
- Si los votos válidos no alcanzan el 50% + 1, la elección no es valida.
Consecuencias (en esto está la parte interesante!):
La abstención es expresión de voluntad de voto y tiene efectos.
Se reduce el costo político. Menos sueldos, menos reembolsos por campañas a candidatos y partidos.
El poder y el contributo al costo político de quien no logra representante en las Cámaras no se roba. Se respeta! El dinero economizado se puede apartar para obras sociales o de educación!
Con la abstención se crea un mecanismo de auto-renovación intrínseco de la propuesta política. Los asientos vacíos son un mercado no satisfecho de demandas que luego crearán ofertas, propuestas, y regeneración el los mismos partidos actuales.
Es un sistema de auto regulación, que quita a la clase política la capa protectiva contra el elector después del proceso electoral, ya que el poder solo se reparte si las propuestas y el trabajo corresponde al interés del ciudadano.
En caso de elección con baja participación, no se forma un gobierno, no hay reembolsos de ningún tipo, y el gobierno transitorio tiene poder limitado y sueldo reducido.
Justificaciones:
Derechos humanos. Tengo derecho al voto. No hay NINGUNA base legal para justificar que si no lo expreso lo pierdo!!!
A mi derecho corresponden obligaciones de la otra parte.
Si no expreso el voto, no designo un representante! O sea: NO LO QUIERO!!!
No me lo pueden robar y repartírselo entre ellos como ladrones.
Soy ciudadano, tengo derecho a que me presenten un programa político que se acerque a lo que yo quiero que sea mi país!
Plano de acción:
Este tipo de propuesta no se pide a la clase política. El elector es quien tiene que definir como se maneja su voto o su abstención!
Hay dos formas para arreglar el sistema democrático:
Con referéndum popular. La propuesta se discute, se mejora, y una vez definidos los detalles, se transforma en texto de ley, con clausulas etc. y se juntan firmas para poderla aprobar en un referéndum. Hay que agregar una clausula que determine como se puede abrogar o cambiar la misma propuesta (o ley). Yo aconsejaría que sea también por referéndum.
La otra es formando un partido de abstención. El partido debería tener el único objetivo de lograr los pocos cambios de conteo y nada mas, para encontrar el máximo de apoyo.
Si el partido entra al Parlamento con una buena cantidad de asientos, funciona como un globo de aire que no permite alcanzar mayorías de gobierno, y los partidos tendrán que negociar con los abstencionistas para poder gobernar. Una vez que se obtiene de forma permanente el respeto de los votos que no se transforman en mandatos, el partido se disuelve.
Detalle muy importante:
Para efectos de la formación de coaliciones o de aprobación de leyes, el "voto abstencionista" cuenta en el sentido que el gobierno se forma con mayoría de gobierno y no absoluta.
Ejemplo: Votos validos 50% + 1, Abstenciones, nulos, etc. = 50% - 1.
El gobierno se forma con 25% + 1.
La propuesta no es para destruir el sistema democrático, sino para hacer en que finalmente TODO ciudadano con derecho a voto se refleje en la repartición de poder, que si se alcanza el quórum se pueda gobernar, y motivo principal, para tener un sistema inteligente para la renovación política.
2. La abstención es NO DELEGAR. No tener en cuenta las abstenciones es tradición, sin ninguna justificación legal. Así como se ignora la abstención se puede tener cuenta de ella!
3. La propuesta en breve:
- Se dejan cuotas mínimas para no fraccionar demasiado.
- Se asignan asientos de forma directamente proporcional a los votos.
- Votos nulos, en blanco, o a partidos que no pasan el mínimo se transforman en asientos vacíos.
- Si los votos válidos no alcanzan el 50% + 1, la elección no es valida.
Consecuencias (en esto está la parte interesante!):
La abstención es expresión de voluntad de voto y tiene efectos.
Se reduce el costo político. Menos sueldos, menos reembolsos por campañas a candidatos y partidos.
El poder y el contributo al costo político de quien no logra representante en las Cámaras no se roba. Se respeta! El dinero economizado se puede apartar para obras sociales o de educación!
Con la abstención se crea un mecanismo de auto-renovación intrínseco de la propuesta política. Los asientos vacíos son un mercado no satisfecho de demandas que luego crearán ofertas, propuestas, y regeneración el los mismos partidos actuales.
Es un sistema de auto regulación, que quita a la clase política la capa protectiva contra el elector después del proceso electoral, ya que el poder solo se reparte si las propuestas y el trabajo corresponde al interés del ciudadano.
En caso de elección con baja participación, no se forma un gobierno, no hay reembolsos de ningún tipo, y el gobierno transitorio tiene poder limitado y sueldo reducido.
Justificaciones:
Derechos humanos. Tengo derecho al voto. No hay NINGUNA base legal para justificar que si no lo expreso lo pierdo!!!
A mi derecho corresponden obligaciones de la otra parte.
Si no expreso el voto, no designo un representante! O sea: NO LO QUIERO!!!
No me lo pueden robar y repartírselo entre ellos como ladrones.
Soy ciudadano, tengo derecho a que me presenten un programa político que se acerque a lo que yo quiero que sea mi país!
Plano de acción:
Este tipo de propuesta no se pide a la clase política. El elector es quien tiene que definir como se maneja su voto o su abstención!
Hay dos formas para arreglar el sistema democrático:
Con referéndum popular. La propuesta se discute, se mejora, y una vez definidos los detalles, se transforma en texto de ley, con clausulas etc. y se juntan firmas para poderla aprobar en un referéndum. Hay que agregar una clausula que determine como se puede abrogar o cambiar la misma propuesta (o ley). Yo aconsejaría que sea también por referéndum.
La otra es formando un partido de abstención. El partido debería tener el único objetivo de lograr los pocos cambios de conteo y nada mas, para encontrar el máximo de apoyo.
Si el partido entra al Parlamento con una buena cantidad de asientos, funciona como un globo de aire que no permite alcanzar mayorías de gobierno, y los partidos tendrán que negociar con los abstencionistas para poder gobernar. Una vez que se obtiene de forma permanente el respeto de los votos que no se transforman en mandatos, el partido se disuelve.
Detalle muy importante:
Para efectos de la formación de coaliciones o de aprobación de leyes, el "voto abstencionista" cuenta en el sentido que el gobierno se forma con mayoría de gobierno y no absoluta.
Ejemplo: Votos validos 50% + 1, Abstenciones, nulos, etc. = 50% - 1.
El gobierno se forma con 25% + 1.
La propuesta no es para destruir el sistema democrático, sino para hacer en que finalmente TODO ciudadano con derecho a voto se refleje en la repartición de poder, que si se alcanza el quórum se pueda gobernar, y motivo principal, para tener un sistema inteligente para la renovación política.
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