Immaginiamo tre livelli su cui fare le cose:
1) Rivoluzione violenta. Si tagliano tutte le teste di chi compone il sistema, magari qualcuna di troppo per sbaglio, o qualcuna che poi rovina tutto si lascia, e si ricomincia tutto, dopo averlo sfasciato tutto (con un 80% di cose che non c'entravano, e costituiscono il danno catastrofico di una rivoluzione).
2) Si grida e si minaccia col piede di porco, chiedendo cambi, ma al massimo si è disposti a usare il piede di porco per farli, rifiutando ponderare le cose per capirle bene.
3) Studiare al meglio possibile le cause di una situazione, e costruire una chiave che calza alla perfezione, e permete di aprire porte e cambiare intelligentemente le cose da dentro, senza fare danni.
Il populismo di cui tanto vanno orgogliosi Grillo e Casaleggio è quello descritto dal secondo punto.
Il M5S nelle istituzioni invece si muove solo sul terzo.
E quando Di Battista e altri per mostrare fedeltà rimugina le battute di Grillo, cade di livello.
Cosa che mi mostra, che ha momenti di debolezza, nei quali il cervello lo lascia riposare.
Populismo si basa sull'idea, che prendere decisioni per 60 milioni di cittadini, trovando la via più intelligente, tra mille interessi e rischi, sia cosa talmente facile, da poter essere decisa strillando in piazza.
Visto che mi ci trovo, torno a un'altra critica che non ripeto da un po di tempo:
In primo luogo, alle Istituzioni si possono mandare i premibottoni, e quelli è un peccato pagarli bene.
Ma si presuppone che dietro ci sono le teste pensanti e ragionevoli, e allora quelle dovrebbero essere pubblicamente visibili, pagate molto bene, e chiamate a responsabilizzarsi, cominciando dalla giustificazione delle scelte, e mostrando imparzialità e libertà da interessi lobbistici.
Fino a questo momento io sul blog e sul "sistema operativo" di Grillo non scorgo quel meraviglioso sistema di costruzione di leggi, anzi, di analisi di problema.
La democrazia diretta di Grillo serve al massimo a creare un canale diretto per trasmettere idee, e dar loro peso, così da renderne mandatoria l'inclusione o il rispetto.
In altre parole: Se non esistesse la Casta e il sistema di parassiti, la democrazia diretta si potrebbe praticare sul modello svizzero.
Sostituire il sistema rappresentativo, con uno che spera di derivare scelte essenziali tramite la rete, grazie al "dialogo" e alla costruzione, confidando nel fatto che la rete si modera da sola, e boccia quel populismo che invece è l'attrazione principale del movimento, è una non-strategia, e una non-soluzione.
E i precedenti di Grillo mostrano che NON è in grado di discernere tra placebo e fatti reali.
Qualche giornalista sostenitore di Grillo (Travaglio, Scanzi, etc.) qualche volta ha auspicato l'emancipazione del Movimento a Grillo.
Credo che la loro valutazione sia sbagliata.
La formula Grillo-Casaleggio / M5S va rifatta, ma non eliminando una parte.
Chi deve riformularsi è Grillo. Dovrebbe capire, che deve abbandonare il comando, dopo aver fatto creare dagli iscritti un regolamento che garantisce che gli eletti siano responsabili, seri, con visione, e senza potenziale corruttivo. E con un procedimento che non sembri scomunica, per l'esclusione di mele marce, o per "disciplinare" dichiarazioni e condotte che lo richiedono.
L'abbandono del comando non è abbandono del movimento. È invece limitarsi a fare quello che sin dal principio afferma, di essere il portavoce, attrattore e solo uno come ogni altro.
Grillo dovrebbe continuare a attrarre elettori, ma per quanto visto in questo anno, le correzioni sono in grado di farle i parlamentari a lui e non viceversa.
Lasciamo per un altro commento poi l'osservazione, che se gli elettori avessero avuto la possibilità di decisione, il M5S dovrebbe smetterla di rifiutare ogni dialogo, e invece considerare sul serio di operare per il cambio lavorando in coppia ocn un altro partito, invece di sognare la maggioranza assoluta (che auspico non otterrà, perché il progetto democratico di Casaleggio e Grillo è un'idea sballata che farà un danno tremendo agli italiani.)
lunedì 6 gennaio 2014
Cercando di galleggiare sulle correnti forti
Sottotitolo:
Orgogliosamente pupulisti
La critica delle sette proposte all'Europa (proposte in senso ironico) non hanno esaurito quello che già dal principio mi ha trattenuto dal votare il M5S.
Mi sembrano vergognosamente maliziosi i commenti esagerati, negativi e puntigliosi che la gente fa sul M5S. Talmente esagerati, da apparire peli nell'uovo ingranditi.
Il M5S vuole essere una forza politica onesta, vigilante, e cerca gli interessi degli italiani.
Il problema si presenta invece, appena si intravede l'ideologia, o i tentativi di ideologia e di strategia.
A parte qualche uscita spropositata di qualche eletto (gli svitati per le leggi proporzionali non si riescono a filtrare), il lavoro al Parlamento e al Senato è stato il migliore della stagione.
Sicché gli eletti capiscono gli interessi del popolo.
Poi però, d'improvviso, gente che dice cose molto sensate, d'un tratto raccoglie un nuovo motto inventato da Grillo o Casaleggio, e lo ripete, cercando di farci un ragionamento logico.
Così ad esempio la novità del "populismo".
Abbiamo ricevuto la parola "populismo" con l'accezione di scadente, superficiale, semplicistico, manipolativo.
Grillo un giorno ha creduto che la parola si può invece nobilitare, e che esprime anche alla perfezione il concetto di democrazia diretta partecipativa.
Triste, che le parole del profeta nessuno osa analizzarle, e ora la cosa mi sembra come le parole sacre di Maometto, da divulgare, giustificare, ma da non ritoccare, smembrare e studiare.
Ora "populismo" è ascoltare il popolo e fare quello che vuole il popolo. Cioè essere i campioni della democraticità.
Sto scrivendo da un paio di anni con un linguaggio che tuttopopolo riesce a capire, perché quello che importa a me è capire.
Spiego allora in termini molto semplici, cosa fa il populismo e la democrazia superiore inventata da Grillo e Casaleggio:
Immaginiamo un tema tecnico. Per esempio, una riforma dell'educazione.
Su una popolazione di 100,000 iscritti in internet al M5S, quanti credete che siano esperti in tecniche educative, in ricerca educativa, e teoria educativa. (E in tantissimi campi sociali, motivazionali, comunicativi, etc.)?
Immaginiamo che gli scritti sono chiamati a formulare una serie di leggi per migliorare il sistema educativo.
Così come la mette Grillo, credete davvero che la larga base formulerà una cosa fenomenale, all'avanguardia, visionaria e adatta a educare le prossime generazioni per il benessere di tutti?
Io NON lo credo!
E prendo come esempio la struttura dello stesso M5S.
In tantissimi siamo d'accordo, che il M5S senza Grillo sarebbe arrivato si e no al 5% di voti.
L'apportazione di Grillo quale è stata?
Niente giri di parole: È stato lo show. È stato cavalcare sul malumore, e promettere di canalizzarlo per farla pagare ai responsabili dei disagi che soffrono gli elettori-cittadini.
Quello che struttura idee e progetti quindi è una cosa molto distinta da quello che raccoglie larghissimi consensi, senza andare affatto nel dettaglio.
La "mente" politica di tutto quello che il M5S fa non è stato il popolo elettore, ma un gruppo di persone che ha cercato di mettere assieme cose sensate.
Tuttavia, ci mancano ancora altre componenti: Gli esperti.
Grillo idolatra quelli che contraddicono tutti quelli che secondo lui vanno a braccetto con il sistema. Lo ha mostrato nel passato, adottando alcune cause che ha abbandonato per strada, e per le quali non darebbe più un fico marcio.
A noi resta la consapevolezza, che Grillo ha un debole per chi presenta logiche di rifiuto, o logiche e proposte antisistema.
Ma non ha la capacità e le conoscenze per analizzare e individuare bolle d'aria distinguendole dai ragionamenti fondati.
E altrettanto dicasi del "popolo".
Forse posso già osservare, che noto una separazione netta tra Grillo e popolo, e quelli che poi vanno a legiferare realmente, e che devono cimentarsi approfonditamente con la materia.
Lodevole è sicuramente, che Grillo riceve feedback tecnico e lo fa presentare ai lettori del suo blog.
Criticabile invece è il cammino contrario, quando insiste che è l'umore della base che deve determinare le azioni e le scelte di chi "rappresenta" gli elettori.
Ed è criticabile, perché Grillo non capisce fino ad oggi, che il successo elettorale del M5S è arrivato andando su due binari, e dovrebbe mantenerli separati.
Da una parte lui che che il popolare e alza la voce per il popolo, dall'altra i parlamentari e senatori che si muovono su un livello completamente diverso, riscontrando a volte che ci sono cose complicate, difficili o anche impossibili, e che lavorare per il popolo richiede evitare la via del confronto e trovare una leva per sbloccare realtà inefficienti, poco funzionali, e corrotte dalla disonestà.
Molte parole per cercare di rendere chiaro, che i delegati del M5S farebbero meglio a lasciar perdere i motteggi di Grillo, e a concentrarsi ad imparare, capire, e cercare soluzioni concrete, spesso dopo immersioni profonde in materie tecniche, di cui ne Grillo ne il popolo capiscono un'acca.
Una riforma dell'educazione io la immagino studiata e messa su da diverse dozzine di specialisti (con tanto di pubblicazioni e ricerche di una vita sul tema), eventualmente coordinati politica- e giuridicamente. Non credo che molta fetta di "popolo" abbia interesse ad addentrarsi nella materia per opinare e scegliere tra le alternative.
Lo stesso secondo me vale per un tema come la moneta europea.
Quello che il popolo sa, perché lo soffre, è che le tasse sono troppe, che il lavoro scarseggia per colpa delle tasse, e che i crediti sono più difficili da ottenere.
Da li ad affermare che la miglior soluzione è abbandonare la moneta unica e stamparsi i propri soldi ... se ci fosse davvero un cammino, sarebbe talmente intricato, da confondere praticamente tutto il popolo.
Affermo, che è irresponsabile chiedere la consulta popolare su una cosa talmente intricata.
La strategia giusta invece sarebbe, andare alle negoziazioni con una disdetta dei contratti che causano miseria, con proposte e con spirito aperto per incontrare soluzioni che creino benessere.
Dopo tante tante parole, termino con una frase molto semplice:
Alla fine dei conti, cosa è più terrificante?
Che chi non ha debba dare tanto, da morire di fame, o che chi aveva prestato (e quindi aveva per prestare) non riceva indietro quello che aveva prestato, o che debba accontentarsi di riceverlo senza interessi?
Che l'ultima scelta sia innominabile, si deve al fatto ... che i potenti che decidono sono amici di chi vuole.
Ovviamente ho semplificato troppo. Parliamo di un sistema funzionante in un certo modo che sarebbe scosso, ma ... arriva il momento, dove c'è rischio di una scossa molto più letale.
Incredibile, che i sistemi sociali non abbiano sensori per fermarsi prima del collasso, e vadano sempre imperterriti fino alla fine!
Orgogliosamente pupulisti
La critica delle sette proposte all'Europa (proposte in senso ironico) non hanno esaurito quello che già dal principio mi ha trattenuto dal votare il M5S.
Mi sembrano vergognosamente maliziosi i commenti esagerati, negativi e puntigliosi che la gente fa sul M5S. Talmente esagerati, da apparire peli nell'uovo ingranditi.
Il M5S vuole essere una forza politica onesta, vigilante, e cerca gli interessi degli italiani.
Il problema si presenta invece, appena si intravede l'ideologia, o i tentativi di ideologia e di strategia.
A parte qualche uscita spropositata di qualche eletto (gli svitati per le leggi proporzionali non si riescono a filtrare), il lavoro al Parlamento e al Senato è stato il migliore della stagione.
Sicché gli eletti capiscono gli interessi del popolo.
Poi però, d'improvviso, gente che dice cose molto sensate, d'un tratto raccoglie un nuovo motto inventato da Grillo o Casaleggio, e lo ripete, cercando di farci un ragionamento logico.
Così ad esempio la novità del "populismo".
Abbiamo ricevuto la parola "populismo" con l'accezione di scadente, superficiale, semplicistico, manipolativo.
Grillo un giorno ha creduto che la parola si può invece nobilitare, e che esprime anche alla perfezione il concetto di democrazia diretta partecipativa.
Triste, che le parole del profeta nessuno osa analizzarle, e ora la cosa mi sembra come le parole sacre di Maometto, da divulgare, giustificare, ma da non ritoccare, smembrare e studiare.
Ora "populismo" è ascoltare il popolo e fare quello che vuole il popolo. Cioè essere i campioni della democraticità.
Sto scrivendo da un paio di anni con un linguaggio che tuttopopolo riesce a capire, perché quello che importa a me è capire.
Spiego allora in termini molto semplici, cosa fa il populismo e la democrazia superiore inventata da Grillo e Casaleggio:
Immaginiamo un tema tecnico. Per esempio, una riforma dell'educazione.
Su una popolazione di 100,000 iscritti in internet al M5S, quanti credete che siano esperti in tecniche educative, in ricerca educativa, e teoria educativa. (E in tantissimi campi sociali, motivazionali, comunicativi, etc.)?
Immaginiamo che gli scritti sono chiamati a formulare una serie di leggi per migliorare il sistema educativo.
Così come la mette Grillo, credete davvero che la larga base formulerà una cosa fenomenale, all'avanguardia, visionaria e adatta a educare le prossime generazioni per il benessere di tutti?
Io NON lo credo!
E prendo come esempio la struttura dello stesso M5S.
In tantissimi siamo d'accordo, che il M5S senza Grillo sarebbe arrivato si e no al 5% di voti.
L'apportazione di Grillo quale è stata?
Niente giri di parole: È stato lo show. È stato cavalcare sul malumore, e promettere di canalizzarlo per farla pagare ai responsabili dei disagi che soffrono gli elettori-cittadini.
Quello che struttura idee e progetti quindi è una cosa molto distinta da quello che raccoglie larghissimi consensi, senza andare affatto nel dettaglio.
La "mente" politica di tutto quello che il M5S fa non è stato il popolo elettore, ma un gruppo di persone che ha cercato di mettere assieme cose sensate.
Tuttavia, ci mancano ancora altre componenti: Gli esperti.
Grillo idolatra quelli che contraddicono tutti quelli che secondo lui vanno a braccetto con il sistema. Lo ha mostrato nel passato, adottando alcune cause che ha abbandonato per strada, e per le quali non darebbe più un fico marcio.
A noi resta la consapevolezza, che Grillo ha un debole per chi presenta logiche di rifiuto, o logiche e proposte antisistema.
Ma non ha la capacità e le conoscenze per analizzare e individuare bolle d'aria distinguendole dai ragionamenti fondati.
E altrettanto dicasi del "popolo".
Forse posso già osservare, che noto una separazione netta tra Grillo e popolo, e quelli che poi vanno a legiferare realmente, e che devono cimentarsi approfonditamente con la materia.
Lodevole è sicuramente, che Grillo riceve feedback tecnico e lo fa presentare ai lettori del suo blog.
Criticabile invece è il cammino contrario, quando insiste che è l'umore della base che deve determinare le azioni e le scelte di chi "rappresenta" gli elettori.
Ed è criticabile, perché Grillo non capisce fino ad oggi, che il successo elettorale del M5S è arrivato andando su due binari, e dovrebbe mantenerli separati.
Da una parte lui che che il popolare e alza la voce per il popolo, dall'altra i parlamentari e senatori che si muovono su un livello completamente diverso, riscontrando a volte che ci sono cose complicate, difficili o anche impossibili, e che lavorare per il popolo richiede evitare la via del confronto e trovare una leva per sbloccare realtà inefficienti, poco funzionali, e corrotte dalla disonestà.
Molte parole per cercare di rendere chiaro, che i delegati del M5S farebbero meglio a lasciar perdere i motteggi di Grillo, e a concentrarsi ad imparare, capire, e cercare soluzioni concrete, spesso dopo immersioni profonde in materie tecniche, di cui ne Grillo ne il popolo capiscono un'acca.
Una riforma dell'educazione io la immagino studiata e messa su da diverse dozzine di specialisti (con tanto di pubblicazioni e ricerche di una vita sul tema), eventualmente coordinati politica- e giuridicamente. Non credo che molta fetta di "popolo" abbia interesse ad addentrarsi nella materia per opinare e scegliere tra le alternative.
Lo stesso secondo me vale per un tema come la moneta europea.
Quello che il popolo sa, perché lo soffre, è che le tasse sono troppe, che il lavoro scarseggia per colpa delle tasse, e che i crediti sono più difficili da ottenere.
Da li ad affermare che la miglior soluzione è abbandonare la moneta unica e stamparsi i propri soldi ... se ci fosse davvero un cammino, sarebbe talmente intricato, da confondere praticamente tutto il popolo.
Affermo, che è irresponsabile chiedere la consulta popolare su una cosa talmente intricata.
La strategia giusta invece sarebbe, andare alle negoziazioni con una disdetta dei contratti che causano miseria, con proposte e con spirito aperto per incontrare soluzioni che creino benessere.
Dopo tante tante parole, termino con una frase molto semplice:
Alla fine dei conti, cosa è più terrificante?
Che chi non ha debba dare tanto, da morire di fame, o che chi aveva prestato (e quindi aveva per prestare) non riceva indietro quello che aveva prestato, o che debba accontentarsi di riceverlo senza interessi?
Che l'ultima scelta sia innominabile, si deve al fatto ... che i potenti che decidono sono amici di chi vuole.
Ovviamente ho semplificato troppo. Parliamo di un sistema funzionante in un certo modo che sarebbe scosso, ma ... arriva il momento, dove c'è rischio di una scossa molto più letale.
Incredibile, che i sistemi sociali non abbiano sensori per fermarsi prima del collasso, e vadano sempre imperterriti fino alla fine!
venerdì 3 gennaio 2014
L'Italia che non s'ha da fare
Anche dopo aver capito il cattivo esempio della Grecia, che in una frase (sicuramente non perfetta) si può riassumere come: Lo Stato mantiene tre volte più gente di quanto ha bisogno per funzionare, perché cosi crea partiti stabili (e guai a chi cede alla tentazione di affermare, che crea stabilità sociale!)
Napolitano e il governo che difende, difendono l'Italia dei mantenuti.
É gente che ha fatto viaggi (escludiamo Razzi, che nel paese dove hanno giustiziato 6 "traditori, dandoli in pasto a 120 cani affamati, con 300 spettatori a godersi lo spettacolo, ha visto paralleli con la Svizzera, e oggi merita il famoso sputo nell'occhio di Totò, per meriti di scienza.) e che ha avuto modo di vedere differenze e cose che altrove funzionano meglio.
Non è quindi una questione di non potere, ma di non volere, perché come scrivevo tempo fa, anche nonostante l'evidenza che la responsabilità sociale favorisce tutti, resta l'italiana convinzione, che fregare il prossimo conviene di più.
Napolitano e il governo che difende, difendono l'Italia dei mantenuti.
É gente che ha fatto viaggi (escludiamo Razzi, che nel paese dove hanno giustiziato 6 "traditori, dandoli in pasto a 120 cani affamati, con 300 spettatori a godersi lo spettacolo, ha visto paralleli con la Svizzera, e oggi merita il famoso sputo nell'occhio di Totò, per meriti di scienza.) e che ha avuto modo di vedere differenze e cose che altrove funzionano meglio.
Non è quindi una questione di non potere, ma di non volere, perché come scrivevo tempo fa, anche nonostante l'evidenza che la responsabilità sociale favorisce tutti, resta l'italiana convinzione, che fregare il prossimo conviene di più.
Il riccio che non deve chiedere mai
www.beppegrillo.it
Scarica il volantino
dei sette punti PER l'Europa
Da leggere in meno di un minuto,
perché è solo una pagina, solo titoli senza chiarimenti e motivazioni. (Che sicuramente seguiranno nei prossimi giorni, cosa della quale non dubito).
Già dall'abbozzo mi viene il prurito di commentare e criticare.
Non per i punti, per i quali aspetterò pazientemente la motivazione, che senza dubbio avrà una certa logica.
La critica numero uno è che i punti dovrebbero essere sorti sulla piattaforma, e non essere progettati dal think tank di due teste (o al massimo cinque), per poi essere sviluppati da qualche migliaio di eletti e cittadini interessati.
Sembrano i temi in classe assegnati agli alunni, e la democrazia non ce la vedo.
Mi stupisce anche il numero. Sarà vero, che gli iscritti alla piattaforma vogliono solo 7 cose dal Parlamento Europeo, e proprio queste?
Mi si permetta di dubitare, e sento fortemente, che l'accusa di antidemocraticità di Grillo è pesantemente giustificata.
Stufa anche la perseveranza nel considerarsi le teste migliori quando si tratta del meglio per il paese!
La seconda critica (e li mi fermo) deriva dall'analisi (superficiale ovviamente) dei punti, o meglio titoli.
Vediamo:
1) Referendum per la permanenza nell'Euro (scritto maiuscolo).
Questo lo sapevamo.
Diciamo che il referendum si fa. Chi ci garantisce, che prima del Referendum tutti gli elettori saranno ampiamente e sufficientemente informati sulle conseguenze, e sulle possibili alternative all'uscita?
2) Abolizione del Fiscal Compact.
7) Abolizione del pareggio di bilancio
3) Adozione degli Eurobond
Li commento assieme, perché si tratta della richiesta di poter fare più debiti. Commento alla fine, perch;e li sta la mia critica.
4) Alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune.
Davvero? Ci facciamo insegnare dai greci, come farle bene le cose, e arrivare al fondo più presto? O l'alleanza è per fare fronte comune e potente e ottenere che con una moneta comune ci sono paesi che spendono quello che non hanno e avranno, mentre altri sono più disciplinati (e cautelosi), e subiscono azioni di mercato sulla moneta destabilizzata dagli spendaccioni? La politica "comune" la vedo nell'uscita, e poi ognuno per i cavoli suoi, perché immaginare di aiutarsi a vicenda non è sicuramente nelle intenzioni di una tale richiesta.
5) Investimenti ... li sono d'accordo, se si garantisce che non è una valvola per infilarci nuovamente ogni tipo di spese, tipo per gonfiare ancora di più la pubblica amministrazione, o per dare campo a fregature ingegnose di soldi pubblici. COsa questa che dal M5S non me la aspetto (da tutti gli altri si), ma che se formulata insufficientemente lascia buchi aperti all'ingegno italiano.
6) Finanziamenti per attività agricole, etc.
Visto il commento recente di Grillo al rispetto, e ricordando esperienze proprie, mi sembra che la cosa sia da pensare accuratamente. In Sicilia i limoni si lasciano marcire sugli alberi per mancanza di richiesta. Se Grillo pensa a restrizioni per l'importazione, per forzare il consumo della produzione nazionale, magari ci si può fare qualche pensiero.
Ma oltre alla produzione agricola io vorrei che si puntasse all'industria di elaborazione di prodotti agricoli, ovvero al plusvalore invece che alla mera produzione bruta di prodotti agricoli.
In ogni caso, se questo è uno dei sette punti più importanti ... mi sa che a pensarlo non sono stati in molti.
E ora terminiamo con il rimprovero:
Perché siamo esattamente dove me lo aspettavo!
Si chiedono cose partendo dalla posizione, che le richieste o le obbligazioni europee sono la colpa della miseria, senza assolutamente toccare la prima (ma non unica) ragione di tutto:
Lo sperpero immenso di denaro pubblico a prestito!
E in secondo luogo, l'atteggiamento che il clientelismo, la mafia, le reti di interessi ... tutto questo lo risolviamo soli, senza chiedere aiuto e senza offrirci ad alcun tipo di cooperazione, per ripulire il letame che fa marcire il paese!
Questo è quello che mi fa incavolare grandiosamente!
La prepotenza e l'orgoglio stupidamente ostentati, che i panni sporchi li laviamo in famiglia, quando abbiamo decenni di prova, che i panni sporchi aumentano in continuazione, e siamo incapaci di sbarazzarcene da soli!
Io all'Europa di Merkel il ricatto lo farei sul serio:
O ci aiutate a fare pulizia, tramite una grande azione di riorganizzazione della pubblica amministrazione, appoggiata, sostenuta e elaborata assieme, oppure siamo i primi a fare affondare anche voi!
Perché la colpa i tedeschi la hanno davvero, ma consiste nell'aver giocato all'Europa, sostenendo governi decisamente dannosi all'economia e alla stabilità, e permettendo la speculazione sulla rovina, invece di fare pressione e obbligare tutti a riformare le proprie amministrazioni, e il controllo degli sprechi.
PS. L' Espresso oggi pubblica uno studio della Treccani sul costo della vita, che afferma che gli italiani hanno un costo altissimo a causa degli sprechi dello Stato.
Il messaggio " europeo" di Grillo è che l' Italia vuole ... spendere di più, aumentare i debiti, e pagarli più tardi (mentre il suo Movimento è in grado di lottare da solo e efficientemente contro le ragnatele di spreco e corruzione).
Scarica il volantino
dei sette punti PER l'Europa
Da leggere in meno di un minuto,
perché è solo una pagina, solo titoli senza chiarimenti e motivazioni. (Che sicuramente seguiranno nei prossimi giorni, cosa della quale non dubito).
Già dall'abbozzo mi viene il prurito di commentare e criticare.
Non per i punti, per i quali aspetterò pazientemente la motivazione, che senza dubbio avrà una certa logica.
La critica numero uno è che i punti dovrebbero essere sorti sulla piattaforma, e non essere progettati dal think tank di due teste (o al massimo cinque), per poi essere sviluppati da qualche migliaio di eletti e cittadini interessati.
Sembrano i temi in classe assegnati agli alunni, e la democrazia non ce la vedo.
Mi stupisce anche il numero. Sarà vero, che gli iscritti alla piattaforma vogliono solo 7 cose dal Parlamento Europeo, e proprio queste?
Mi si permetta di dubitare, e sento fortemente, che l'accusa di antidemocraticità di Grillo è pesantemente giustificata.
Stufa anche la perseveranza nel considerarsi le teste migliori quando si tratta del meglio per il paese!
La seconda critica (e li mi fermo) deriva dall'analisi (superficiale ovviamente) dei punti, o meglio titoli.
Vediamo:
1) Referendum per la permanenza nell'Euro (scritto maiuscolo).
Questo lo sapevamo.
Diciamo che il referendum si fa. Chi ci garantisce, che prima del Referendum tutti gli elettori saranno ampiamente e sufficientemente informati sulle conseguenze, e sulle possibili alternative all'uscita?
2) Abolizione del Fiscal Compact.
7) Abolizione del pareggio di bilancio
3) Adozione degli Eurobond
Li commento assieme, perché si tratta della richiesta di poter fare più debiti. Commento alla fine, perch;e li sta la mia critica.
4) Alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune.
Davvero? Ci facciamo insegnare dai greci, come farle bene le cose, e arrivare al fondo più presto? O l'alleanza è per fare fronte comune e potente e ottenere che con una moneta comune ci sono paesi che spendono quello che non hanno e avranno, mentre altri sono più disciplinati (e cautelosi), e subiscono azioni di mercato sulla moneta destabilizzata dagli spendaccioni? La politica "comune" la vedo nell'uscita, e poi ognuno per i cavoli suoi, perché immaginare di aiutarsi a vicenda non è sicuramente nelle intenzioni di una tale richiesta.
5) Investimenti ... li sono d'accordo, se si garantisce che non è una valvola per infilarci nuovamente ogni tipo di spese, tipo per gonfiare ancora di più la pubblica amministrazione, o per dare campo a fregature ingegnose di soldi pubblici. COsa questa che dal M5S non me la aspetto (da tutti gli altri si), ma che se formulata insufficientemente lascia buchi aperti all'ingegno italiano.
6) Finanziamenti per attività agricole, etc.
Visto il commento recente di Grillo al rispetto, e ricordando esperienze proprie, mi sembra che la cosa sia da pensare accuratamente. In Sicilia i limoni si lasciano marcire sugli alberi per mancanza di richiesta. Se Grillo pensa a restrizioni per l'importazione, per forzare il consumo della produzione nazionale, magari ci si può fare qualche pensiero.
Ma oltre alla produzione agricola io vorrei che si puntasse all'industria di elaborazione di prodotti agricoli, ovvero al plusvalore invece che alla mera produzione bruta di prodotti agricoli.
In ogni caso, se questo è uno dei sette punti più importanti ... mi sa che a pensarlo non sono stati in molti.
E ora terminiamo con il rimprovero:
Perché siamo esattamente dove me lo aspettavo!
Si chiedono cose partendo dalla posizione, che le richieste o le obbligazioni europee sono la colpa della miseria, senza assolutamente toccare la prima (ma non unica) ragione di tutto:
Lo sperpero immenso di denaro pubblico a prestito!
E in secondo luogo, l'atteggiamento che il clientelismo, la mafia, le reti di interessi ... tutto questo lo risolviamo soli, senza chiedere aiuto e senza offrirci ad alcun tipo di cooperazione, per ripulire il letame che fa marcire il paese!
Questo è quello che mi fa incavolare grandiosamente!
La prepotenza e l'orgoglio stupidamente ostentati, che i panni sporchi li laviamo in famiglia, quando abbiamo decenni di prova, che i panni sporchi aumentano in continuazione, e siamo incapaci di sbarazzarcene da soli!
Io all'Europa di Merkel il ricatto lo farei sul serio:
O ci aiutate a fare pulizia, tramite una grande azione di riorganizzazione della pubblica amministrazione, appoggiata, sostenuta e elaborata assieme, oppure siamo i primi a fare affondare anche voi!
Perché la colpa i tedeschi la hanno davvero, ma consiste nell'aver giocato all'Europa, sostenendo governi decisamente dannosi all'economia e alla stabilità, e permettendo la speculazione sulla rovina, invece di fare pressione e obbligare tutti a riformare le proprie amministrazioni, e il controllo degli sprechi.
PS. L' Espresso oggi pubblica uno studio della Treccani sul costo della vita, che afferma che gli italiani hanno un costo altissimo a causa degli sprechi dello Stato.
Il messaggio " europeo" di Grillo è che l' Italia vuole ... spendere di più, aumentare i debiti, e pagarli più tardi (mentre il suo Movimento è in grado di lottare da solo e efficientemente contro le ragnatele di spreco e corruzione).
giovedì 2 gennaio 2014
Che furbo che sono!
La frase dovete immaginarla detta da Aldo (del trio Aldo Giacomo e Giovanni) in dialetto siciliano.
Difficile da immaginare Renzi parlare con tale dialetto, ma quando continua con gli inviti scaltri rivolti a Grillo, solo riesco a immaginarmelo che poi allo specchio si dice che è davvero un furbone.
Detto questo, so che Grillo se risponderà, lo farà come sempre con un calcio verbale in faccia, e la cosa come sempre rimane un esercizio verbale bilaterale, per fare titoli di giornale e mantenersi in discussione.
Per la proposta in se, l'idea di Renzi, che chi ha più voti, anche se forse solo il 22% dei voti totali, comanda e fa il governo, la cosa non mi piace, non mi convince, e pensando a un governo saldamente nelle mani di Berlusconi, credo che Renzi le leggi elettorali e le riforme - come ogni altro arraffone ed egoista, le immagina solo da vincitore, e mai dalla parte dell'elettore governato, che vuole qualche sicurezza per proteggersi dai farabutti.
Il ragionamento deriva da un assioma che purtroppo non è chiaro a chi deve votare:
Tutto funziona e si sostiene nel circolo di chi è eletto.
Perché chi è eletto, anche se non potrà comandare, si trova nella cricca dei privilegiati, e già quella è una vincita. L'unica cosa che vogliono cambiare è il meccanismo con il quale la ruota della fortuna assegna il maggior valore a un partito.
Per valore intendo che il partito e i politici al comando si ritroverà in posizione privilegiata per le lobby che vogliono favori.
Il gioco quindi è che tutti quelli sulla ruota di eletti vivranno benissimo, e a chi tocca la sorte toccheranno mazzette e premi di chi vuole vantaggi.
Renzi più che altro non pensa al risparmio del miliardo, ma a rendere diretto e semplice il meccanismo della lotteria che assegna il superpremio per cinque anni.
Per finire, non può mancare la frase offensiva:
Se anche gli elettori fossero furbi, invece chiederebbero un metodo semplice col quale falciare col solo voto le orde di disgraziati e di partiti arraffoni.
Perché sinceramente, io non credo che in Italia o altrove, sia maggioranza la gente che è convinta, che dopo il voto è la opzione migliore, avere un solo vincitore, che potrà fare tutto quello che is era proposto, senza nessuna moderazione di altri soci di governo che la pensano e la vedono diversamente.
Renzi quello che vuole è un meccanismo democratico per assegnare a un partito o coalizione il comando assoluto.
Sarebbe solo logico allora, che dopo il voto chi non è al governo non ottenga seggi e vada a casa!
(Ma li sta il rospo che non si può ingoiare. La sbafata si deve assicurare a tutti i giocatori, per mantenere vigente il gioco.)
Se la considero così, mi sembra molto utile avere due camere, e con criteri di composizione diverse, per richiedere che almeno due partiti si uniscano controllandosi e controbilanciandosi.
Pensando alla CDU di Merkel, che ha ottenuto un risultato strabiliante, e invece si è dovuta unire alla SPD per governare, i sogni di Renzi mi sembrano puzzolenti e pericolosi.
Difficile da immaginare Renzi parlare con tale dialetto, ma quando continua con gli inviti scaltri rivolti a Grillo, solo riesco a immaginarmelo che poi allo specchio si dice che è davvero un furbone.
Detto questo, so che Grillo se risponderà, lo farà come sempre con un calcio verbale in faccia, e la cosa come sempre rimane un esercizio verbale bilaterale, per fare titoli di giornale e mantenersi in discussione.
Per la proposta in se, l'idea di Renzi, che chi ha più voti, anche se forse solo il 22% dei voti totali, comanda e fa il governo, la cosa non mi piace, non mi convince, e pensando a un governo saldamente nelle mani di Berlusconi, credo che Renzi le leggi elettorali e le riforme - come ogni altro arraffone ed egoista, le immagina solo da vincitore, e mai dalla parte dell'elettore governato, che vuole qualche sicurezza per proteggersi dai farabutti.
Il ragionamento deriva da un assioma che purtroppo non è chiaro a chi deve votare:
Tutto funziona e si sostiene nel circolo di chi è eletto.
Perché chi è eletto, anche se non potrà comandare, si trova nella cricca dei privilegiati, e già quella è una vincita. L'unica cosa che vogliono cambiare è il meccanismo con il quale la ruota della fortuna assegna il maggior valore a un partito.
Per valore intendo che il partito e i politici al comando si ritroverà in posizione privilegiata per le lobby che vogliono favori.
Il gioco quindi è che tutti quelli sulla ruota di eletti vivranno benissimo, e a chi tocca la sorte toccheranno mazzette e premi di chi vuole vantaggi.
Renzi più che altro non pensa al risparmio del miliardo, ma a rendere diretto e semplice il meccanismo della lotteria che assegna il superpremio per cinque anni.
Per finire, non può mancare la frase offensiva:
Se anche gli elettori fossero furbi, invece chiederebbero un metodo semplice col quale falciare col solo voto le orde di disgraziati e di partiti arraffoni.
Perché sinceramente, io non credo che in Italia o altrove, sia maggioranza la gente che è convinta, che dopo il voto è la opzione migliore, avere un solo vincitore, che potrà fare tutto quello che is era proposto, senza nessuna moderazione di altri soci di governo che la pensano e la vedono diversamente.
Renzi quello che vuole è un meccanismo democratico per assegnare a un partito o coalizione il comando assoluto.
Sarebbe solo logico allora, che dopo il voto chi non è al governo non ottenga seggi e vada a casa!
(Ma li sta il rospo che non si può ingoiare. La sbafata si deve assicurare a tutti i giocatori, per mantenere vigente il gioco.)
Se la considero così, mi sembra molto utile avere due camere, e con criteri di composizione diverse, per richiedere che almeno due partiti si uniscano controllandosi e controbilanciandosi.
Pensando alla CDU di Merkel, che ha ottenuto un risultato strabiliante, e invece si è dovuta unire alla SPD per governare, i sogni di Renzi mi sembrano puzzolenti e pericolosi.
I miei propositi
Se non avete bisogno di una lista di propositi, bene per voi! Si vede che nel 2013 siete riusciti e vi siete realizzati!
Io invece come immaginate, una lista dovrei farla, e dovrei primaditutto lasciar da parte gli affari che non sono miei personali.
La tabellina pronta non la ho, ma almeno due decisioni le ho prese.
1. Importarmi della mia salute, e trattare correttamente il corpo (modo strano di esprimersi, di cui mi rendo pienamente conto, e a chi ha intuito si svela cosa penso della vita personale).
2. Trovare almeno due modi per essere un miglior complemento per mia moglie e mio figlio.
Anche questa una espressione molto astratta, ma qui è per proteggere la mia privacy.
Sono grato di avere mia moglie e mio figlio, e posso fare di più per sentirci famiglia.
3. Mentre scrivevo mi sovviene una terza cosa importante. Molto importante.
Che ho già deciso.
A 48 anni lo schema di comportamento che seguivo era di intuire quando la gente si approfitta di me, ma di lasciar fare fino agli estremi.
Credo che sia già passato il limite, e già da oggi ho cominciato a chiudere lo sportello e far capire, che chi prende deve dare.
A tre è buono fermarsi, perché se la lista si fa lunga, si finisce per annacquarla e non si fa niente.
Io invece come immaginate, una lista dovrei farla, e dovrei primaditutto lasciar da parte gli affari che non sono miei personali.
La tabellina pronta non la ho, ma almeno due decisioni le ho prese.
1. Importarmi della mia salute, e trattare correttamente il corpo (modo strano di esprimersi, di cui mi rendo pienamente conto, e a chi ha intuito si svela cosa penso della vita personale).
2. Trovare almeno due modi per essere un miglior complemento per mia moglie e mio figlio.
Anche questa una espressione molto astratta, ma qui è per proteggere la mia privacy.
Sono grato di avere mia moglie e mio figlio, e posso fare di più per sentirci famiglia.
3. Mentre scrivevo mi sovviene una terza cosa importante. Molto importante.
Che ho già deciso.
A 48 anni lo schema di comportamento che seguivo era di intuire quando la gente si approfitta di me, ma di lasciar fare fino agli estremi.
Credo che sia già passato il limite, e già da oggi ho cominciato a chiudere lo sportello e far capire, che chi prende deve dare.
A tre è buono fermarsi, perché se la lista si fa lunga, si finisce per annacquarla e non si fa niente.
mercoledì 1 gennaio 2014
Al Presidente Napolitano
Caro Signor Presidente,
Seguo da anni la politica italiana, senza mai votare (ho 48 anni).
Sono emigrato all'età di 20 anni, perché nel 1985 l'Italia (nel Sud) non offriva possibilità di lavoro, a meno che ci si prostituisse alla politica e ai partiti.
Ho appena finito di leggere la Sua dichiarazione, nella quale ribadisce che rimarrà in carica finché le cose comincino a migliorare, e rifiuta le accuse che le vengono mosse rispetto al strapotere.
Lei vive da privilegiato da molti decenni, e i suoi discendenti sicuramente li ha ben sistemati.
Io invece ho un figlio di sette anni, e ho l'assoluta certezza, che tornare in Italia per farlo crescere come italiano sarebbe una follia tremenda.
Il sistema di favori sul quale si reggeva allora la vita quotidiana è chiaramente fallito. Costa troppo, e spaventa chi ha la possibilità di investire altrove o vivere altrove.
Lei invece punta tutte le fiches degli italiani sulla preservazione del sistema di partiti tradizionale.
E la cosa mi da molto fastidio.
Ripeto, che non ho mai votato, e non considero lontanamente votare il M5S.
Sono un astensionista furioso.
Ma una cosa è certa: La ragnatela su cui si regge il paese va eliminata, no ottimizzata.
Sono ateo, ma le raccomando di considerare la scelta di Ratzinger!
L'Italia sono 60 milioni di persone, la maggior parte delle quali soffre per scelte fatte da poche migliaia di "amici".
Le "larghe intese" sono solo quelle con il popolo, non quelle con un migliaia di privilegiati politici.
E lei è il presidente di due partiti, non degli italiani, perché agli italiani non sta pensando affatto.
Non lo dico da fanatico, perché so ragionare.
Lei comincia tutto da diversi assiomi, che sono esattamente quelli che hanno causato la rovina attuale.
Come ha potuto auspicare intese con un personaggio pluriindagato, ormai condannato definitivamente?
Come sul serio può dirci, che una forza politica che unanimamente ha votato la cittadinanza e i legami familiari di una marocchina solo per proteggere il proprio "benefattore" è indispensabile per il benessere del paese?
Come funziona la sua coscienza, se ritiene necessario l'inganno, il circo, il clientelismo?
Come fa a difendere un sistema di politici scelti per essere ciecamente obbedienti, o per aver fatto favori anche di natura intima?
Signor Presidente, a mio figlio che Italia vuole lasciare? Quello convertito in immondezzaio?
Se la sua risposta è quella pragmatica di Churchill, che meglio non si può fare, posso assicurarle che non è vero.
Si può e si deve.
Non con idee utopiche e irrealizzabili come la democrazia diretta partecipativa, e neppure facendo tabula rasa per cominciare con un sistema scaturito da una mente fantasiosa illusa di saper fare tutto meglio.
Ma con maggior certezza, non mettendo nelle mani di partiti che per decenni hanno fatto gli affari loro, le sorti del paese che hanno rovinato.
La soluzione sta semplicemente nel creare la possibilità di esprimere alle elezioni un rifiuto alle proposte politiche che perduri tutta la legislatura.
Ovvero con un sistema di conteggio e assegnamento di seggi ispirato al sistema della Repubblica di Weimar.
So che la mia lettera non sortirà nessun effetto, perché un signore di quasi novanta anni sarà talmente convinto delle proprie opinioni, da non accettare idee da nessuno con la mettà della propria età.
Sono convinto, che Ratzinger, per la scelta fatta, sarà trattato benevolmente dagli storici futuri.
Il suo progetto politico invece è giudicato antitetico a quello del papa Francesco. (le conclusioni da trarne le lascio a Lei.)
Le auguro un felice 2014, e spero che ci sorprenda!
Orazio di Bella
################################################
La lettera è stata redatta sul sito ww.quirinale.it, ma l'accettazione è stata rifiutata dal sito.
Indubbiamente il Presidente della Repubblica o censura, oppure ha tappato la propria casella postale.
Seguo da anni la politica italiana, senza mai votare (ho 48 anni).
Sono emigrato all'età di 20 anni, perché nel 1985 l'Italia (nel Sud) non offriva possibilità di lavoro, a meno che ci si prostituisse alla politica e ai partiti.
Ho appena finito di leggere la Sua dichiarazione, nella quale ribadisce che rimarrà in carica finché le cose comincino a migliorare, e rifiuta le accuse che le vengono mosse rispetto al strapotere.
Lei vive da privilegiato da molti decenni, e i suoi discendenti sicuramente li ha ben sistemati.
Io invece ho un figlio di sette anni, e ho l'assoluta certezza, che tornare in Italia per farlo crescere come italiano sarebbe una follia tremenda.
Il sistema di favori sul quale si reggeva allora la vita quotidiana è chiaramente fallito. Costa troppo, e spaventa chi ha la possibilità di investire altrove o vivere altrove.
Lei invece punta tutte le fiches degli italiani sulla preservazione del sistema di partiti tradizionale.
E la cosa mi da molto fastidio.
Ripeto, che non ho mai votato, e non considero lontanamente votare il M5S.
Sono un astensionista furioso.
Ma una cosa è certa: La ragnatela su cui si regge il paese va eliminata, no ottimizzata.
Sono ateo, ma le raccomando di considerare la scelta di Ratzinger!
L'Italia sono 60 milioni di persone, la maggior parte delle quali soffre per scelte fatte da poche migliaia di "amici".
Le "larghe intese" sono solo quelle con il popolo, non quelle con un migliaia di privilegiati politici.
E lei è il presidente di due partiti, non degli italiani, perché agli italiani non sta pensando affatto.
Non lo dico da fanatico, perché so ragionare.
Lei comincia tutto da diversi assiomi, che sono esattamente quelli che hanno causato la rovina attuale.
Come ha potuto auspicare intese con un personaggio pluriindagato, ormai condannato definitivamente?
Come sul serio può dirci, che una forza politica che unanimamente ha votato la cittadinanza e i legami familiari di una marocchina solo per proteggere il proprio "benefattore" è indispensabile per il benessere del paese?
Come funziona la sua coscienza, se ritiene necessario l'inganno, il circo, il clientelismo?
Come fa a difendere un sistema di politici scelti per essere ciecamente obbedienti, o per aver fatto favori anche di natura intima?
Signor Presidente, a mio figlio che Italia vuole lasciare? Quello convertito in immondezzaio?
Se la sua risposta è quella pragmatica di Churchill, che meglio non si può fare, posso assicurarle che non è vero.
Si può e si deve.
Non con idee utopiche e irrealizzabili come la democrazia diretta partecipativa, e neppure facendo tabula rasa per cominciare con un sistema scaturito da una mente fantasiosa illusa di saper fare tutto meglio.
Ma con maggior certezza, non mettendo nelle mani di partiti che per decenni hanno fatto gli affari loro, le sorti del paese che hanno rovinato.
La soluzione sta semplicemente nel creare la possibilità di esprimere alle elezioni un rifiuto alle proposte politiche che perduri tutta la legislatura.
Ovvero con un sistema di conteggio e assegnamento di seggi ispirato al sistema della Repubblica di Weimar.
So che la mia lettera non sortirà nessun effetto, perché un signore di quasi novanta anni sarà talmente convinto delle proprie opinioni, da non accettare idee da nessuno con la mettà della propria età.
Sono convinto, che Ratzinger, per la scelta fatta, sarà trattato benevolmente dagli storici futuri.
Il suo progetto politico invece è giudicato antitetico a quello del papa Francesco. (le conclusioni da trarne le lascio a Lei.)
Le auguro un felice 2014, e spero che ci sorprenda!
Orazio di Bella
################################################
La lettera è stata redatta sul sito ww.quirinale.it, ma l'accettazione è stata rifiutata dal sito.
Indubbiamente il Presidente della Repubblica o censura, oppure ha tappato la propria casella postale.
Iscriviti a:
Post (Atom)