venerdì 8 marzo 2013

E quindi

Dal posto anteriore deduciamo anche, che possiamo rottamare un altro mito coltivato da secoli, che è quello del libero arbitrio.

Il suffraggio universale infatti deriva dal libero arbitrio, e va a braccetto con i diritti umani.

La democrazia partecipativa ... non quella che immaginiamo perché ce lo dice la logica, ma quella pratica che sta assumendo identità italiana, si introduce con la formula "uno vale uno", ma si riferisce a chi compone la minoranza "eletta" (una specie di "superuomo" collettivo).
Chi è cattivo o contrario ... non vale nessuno.

Azzerare con la logica, permette di evitare le sottrazioni, e mantenere i termini originali.
Non si deve parlare di diritti, di uguaglianza, di rispetto.

Il suffraggio ... partecipativo

Se in Sicilia ci sono 100 elettori, e la mafia li convince a votare i suoi candidati, e diciamo che 60 votano la mafia, è giusto che gli altri 40, gente integra e onesta, debbano accettare solo perché è democratico?

Bella domanda!
Ovviamente la risposta è:
La magistratura ha l'incarico di indagare, e o può provare le collusioni dei suddetti candidati con la mafia, oppure trova traffico di favori.

Ma la domanda non cerca la risposta di diritto.

La domanda solo vuole sapere una cosa:
Una minoranza può opporsi a un risultato democratico, se gli altri sono "cattivi"?
E la risposta di chi la pone è: Si! L'onesto fregato, anche se la legge è contro di lui, ha il diritto di ribellarsi alle regole democratiche, e se gli si offre l'opportunità, fare lo sgambetto ai poteri scuri!

Come abbiamo sentito oggi, una maniera sarebbe con violenza nelle piazze, oppure usando le vie democratiche in modo aggressivo.

Fatto sta, che chi cerca modo di "superare" le regole democratiche, sa di non avere il diritto democratico di farlo, e quindi usa strategie per fare sgambetti. E quando i cattivi non possono più muoversi, la piazza rimane libera per i buoni.

Allora, per sgambettare i cattivi ci si concentra sui loro piedi, su cosa si sostengono.
Nel nostro caso: i soldi.
Si mostra quindi che fare senza soldi si può, che è una virtù, e poi si chiede a tutti di fare altrettanto, o si è cattivi.
Il gioco di doppio legame è innescato senza che l'altra parte accetti, se lo si fa con una massa critica sufficiente.

In questa strategia c'è una piccola osservazione da fare:
Il gioco non ha bisogno di buoni e cattivi. Funziona comunque in termini astratti, se un gruppo di minoranza vuole mettere fuori gioco una maggioranza.
E il gioco è chiaramente antidemocratico.

In Italia il Movimento 5 Stelle sta demonizzando la democrazia rappresentativa, perché chiunque la rispetti e stia alle regole del gioco è cattivo.
In realtà, la battaglia è al sistema che da precedenza e potere a chi è in maggioranza.

La democrazia diretta partecipativa che poco volentieri si descrive, da quel poco che trapela dipende dai seguenti requisiti:
1) Non possono esistere partiti. Ne quelli attuali, ne partiti di nessun genere.
2) Il sistema rappresentativo (ovvero quello che funziona coi partiti) deve essere sostituito.
3) L'unico programma possibile (e ignorarlo comporta il rischio di violenza nelle piazze) è quello di un gruppo di minoranza. Che come vediamo dalla domanda sopra, ha il diritto morale dalla sua, perché chiunque altro è mafioso o complice della mafia.
4) Se ne deve dedurre, che il canale che porta alla forma di Democrazia buona, quella diretta e partecipativa, si canalizza tramite il Movimento 5 Stelle, e una volta che "tutta" l'attività democratica "leggittimata" (ricordiamo: l'altra eletta e maggioritaria non può partecipare!) la usa, il Movimento non ha più ragione di esistere, già che il potere è esercitato dalla minoranza che gestisce le cose secondo le direttive originali.

Tanti discorsi per dire, che il suffraggio universale è uno sbaglio, perché permette ai Berlusconi e elettori egoisti, e a ideologie diverse, nonché alle lobby e ai gruppi di interesse e di interessati di essere in maggioranza e comandare, e che la cosa migliore (*) è il suffraggio partecipativo, dove partecipa chi accetta la linea di una minoranza.

Minoranza in origine composta solo da due "pensatori".

Parafrasando la canzonetta "Beijo é coisa do pasado, a moda agora é namorar pelado"
Maggioranza è cosa del passato, l'evoluzione invece è il dettato illuminato.

mercoledì 6 marzo 2013

Digital pissing

E ora ho anche "apprezzato" Prometeus, per cui chiudo il capitolo dei video profetici di Casaleggio.

Nel 2050 l'umanità manda le memorie digitali in viaggi spaziali?
Ho pochissimi lettori, ma vorrei fare un esperimento:
Qualcuno di voi ha interesse ad acquistare la mia memoria digitale?
Forse io non sono normale, ma a me la vostra non mi interessa!
Vorrei conoscervi di persona, avrei voluto che partecipaste con commenti, e vi avrei, anzi vi risponderei.
Probabilmente imparerei qualcosa da voi, troverei spunti per fare ricerche.
Ma memorie ...

Memorie digitali sono sicuramente tutti i testi che lasciamo su internet. Prendiamo Facebook.
Io davvero non voglio assolutamente l'account d qualcun altro su Facebook. Non verifico neppure il mio, e quando ci vado ogni tanto per qualche minuto e vedo in cosa consiste l'attività e l'interazione ... preferisco stare "away" e neanche sapere.

C'è un secondo fenomeno MOLTO umano su internet ora, nel 2013.
Umano?  chiederebbe la prima pagina dei fumetti di Asterix.
No, non umano. Animale!
È la pisciata digitale fatta sulla gamba dell'altro utente.
E come per i cani, serve a marcare territorio, o è una manifestazione di potere.
In ogni caso, quella si è una interazione.
Umana/Animale. Profonda.
La Netiquette esiste, perché il Pissing esiste! E non sparisce!
Non sparisce il Bullying, non sparisce il Mobbing, insomma, quello che dell'uomo sappiamo attraverso lo studio della storia si ripete su internet.
All'essere umano puoi dare tecnologia, ma le caratteristiche animali si trasferiscono e trovano modi di espressione ovunque!

Lo stato evolutivo umano si vede meglio su forum non moderati.
Li il dialogo consiste di invettive. Sembrano popolati da cani che sanno scrivere. Penso che non è necessaria una descrizione dettagliata.

La "cultura" e l'etica in rete sono quindi forzature, selezioni e filtraggi, o termine più corretto, un prodotto di moderazioni.

Se Casaleggio mi dicesse, che la democrazia e la cultura di rete del futuro avverranno, perché per un motivo inspiegabile ci sarà moderazione massiva, lo prenderei sul serio.
Pero dovrebbe spiegarmi quali interessi avrebbe il gruppo di persone che decide di moderare e orchestrare il popolo della rete.

E vorrei far notare, che il M5S è "diverso" finché il moderatore riesce a moderarlo.

Il 15% che tradirà Grillo è un numeraccio. I "venduti" delle passate legislature erano meno del 15%.
(Non è il tema, ma peggio paghi, più grande è la tentazione di mollare e allinearsi a chi "sta meglio".)
Probabilmente la speranza di fondo è:
Mantenere chiusa la setta, non mischiarsi, scomunicare, e puntare alla maggioranza elettorale che poi automaticamente proteggerà la setta perché non deve più confrontarsi e seguire le proprie regole.

Dopo il tonfo

Sospiro.
Ho appena finito di vedere "Gaia", previsione di Casaleggio.
Il tonfo è il rumore causato dalla caduta della coppia di organi esterni, all'altura del bacino ...

Casaleggio ha 11 anni in più di me.
E invece il video mi sembra opera di un adolescente.

Le "presentazioni" di Casaleggio sono generalmente come "genio della comunicazione".

Vediamo di che "comunicazione" stiamo parlando:

Comunicazione secondo wikipedia è "trasferire informazioni".
(* annoto per l'altra parte del post, che wikipedia poi aggiunge: "In senso psicologico vuole intendere lo scambio di stimoli e risposte (detti feedback o messaggi) tra due o più soggetti.")

Gaia è informazione?
No. È comunicazione. È un comunicato. Uno spot.
È sulla comunicazione, e li è un pò più equilibrato.
Il video ci mostra due direzioni comunicative:
Il broadcasting propagandistico e la raccolta capillare di informazioni. Usate come strumenti dal potere o per consolidare potere.
La comunicazione di Casaleggio quindi è la rete sulla quale si sviluppa potere.

Rete mediatica, che per non cambiare vocabolo "informa" (allo stesso identico livello al quale "informa" uno spot pubblicitario), ma solo per ottenere consenso.
Mentre sulla rete, quella internet, si trovano "tutte" le informazioni.

Secondo Casaleggio, il web ci avvicina alla verità approssimativa.

La parte futurista del video la tralasciamo.

Mi interessa capire come "funziona" Casaleggio, e eventualmente, dove non funziona come altra gente.

Anche in rete si legge, che Casaleggio è schivo, riservato e si mantiene all'ombra.
Siccome io mi riconosco come "maven" (The tipping point, Malcolm Gladwell), e mi ritengo qualcuno che odia le prime file, e preferisce l'ultima, da dove comunque posso dare sterzate, o muovere qualche filo - senza sentirmi affatto un burattinaio - Casaleggio sotto questo aspetto non lo posso giudicare in modo negativo. (Che Casaleggio ha creato un movimento che dirige e contiene in certi modi invece mi è meno familiare. Io non creerei affatto un movimento.

Comunicazione nel caso di Casaleggio è in buona parte comunicazione "persuasiva".
E siccome vi si concentra al 100%, e "l'informazione" reale contenuta nella persuasione sta al servizio della stessa, Casaleggio in una frase è un tecnico dell'opinion making. L'opinion maker è Grillo/


La parte tecnica si può imparare comunque da libri come "The guru papers: Masks of authoritarian power" (Kramer & Alstad). Non si deve necessariamente avere in mente di creare una forza di potere autoritario.
La ricetta per comunicare in modo "efficace" comunque esiste, è conosciuta da parecchi decenni, e per ovvi motivi ci seduce a tracciare paralleli con certi personaggi della storia moderna che non vorremmo riavere.

Casaleggio quindi in termini più precisi sa cucinare sul web la ricetta, e Grillo lo complementa come frontman in piazza.

Torniamo a wikipedia:
Comunicazione "in senso psicologico vuole intendere lo scambio di stimoli e risposte (detti feedback o messaggi) tra due o più soggetti."

Se per "scambio di stimoli e risposte" intendiamo la sola creazione di stimoli per ottenere risposte, Casaleggio è ancora nel quadro.
Se invece diamo risalto a "scambio", Casaleggio non c'è più.

A me sembra che Casaleggio non si comunica con altri. Si alimenta di informazioni sulla rete, ma gli manca lo scambio con esseri psicologici.

La sua previsione sul nostro futuro è una riduzione e non conosce l'istinto degli esseri umani.

Tentiamo migliorare:
La terza guerra mondiale non si combatterà per la libertà di informazione.
È più probabile che sia per questioni di potere, come è sempre stato.
E se nel mondo in cui l'informazione è soppressa ci sarà guerra, sarà con più probabilità causata da rivolte interne di persone che non sopportano essere indottrinate con "verità di regime" scadenti e manipolative.

Una rete su cui puoi trovare "informazione" su ritrovamenti di scheletri umani di 40 metri, dove ci sono comunità che credono a cose del genere, sebbene in questione di pochi secondi trovi le smentite di siffatte "hoax", è una rete che solo ricalca il mondo reale.
La rete di Casaleggio invece fa una cosa, che solo i nostri cervelli fanno: Filtrare!
La rete reale non lo fa e non lo farà mai.
E la rete reale non spingerà l'informazione all'utente.
È piuttosto un'ammucchiata di testi, dove riesci a cercare con più facilità, ma senza un meccanismo che ti separa le bugie e gli inganni da quello che è vero.
La selezione la fa il lettore.

Il processo evolutivo che descrive Casaleggio quindi non avviene nella rete. È un processo di cultura personale.
E se è solo quello ... la rete non omogeneizzerà nulla, ne innalzerà i livelli di sapere generale.
Nel 2054 ci sarà la stessa percentuale di persone che crede alle religioni, e speriamo che fino ad allora sarà passata la moda di farsi saltare in aria per amore verso la religione a odio verso la vita. Probabilmente lo sarà, perché gli Stati Uniti tra poco saranno il maggior produttore di petrolio, e si dedicheranno meno a quello che chiamano politica estera (che è politica di cercare i propri interessi all'estero).
Nel 2054 il mondo (spero che Casaleggio campi cento anni, cosi chi dei più giovani ci arriva può andare a dirgli pirla) non avrà quasi più risorse di petrolio, e avrà dovuto trovare altre fonti energetiche.

A Casaleggio si potrà allora far notare, che le faccende umane raramente sono guidate e studiate.
Sono cose che figurativamente si sviluppano perché i problemi vanno spinti avanti colletivamente con colpi di pancia, un paio di centimetri per volta, e dopo un intervallo maggiore di tempo ci si ritrova con un percorso e lo si interpreta.

La maggior carenza di Casaleggio è la sua lontananza dall'essere umano. Dalla psicologia.

E ciò spiega anche perché oggi preferisce non agire.
Perché capisce dinamiche di potere, ma non capisce la psicologia, e non capisce che la nostra natura ci limita ad essere quello che sempre siamo stati.
E se non costruisce una politica sull'anatomia psicologica umana ... il vestito non calzerà.

lunedì 4 marzo 2013

Troppo mondo

Il grillo canta sempre al tramonto

Sarebbe quindi il tramonto che stimola (in inglese c'è una parola più adatta: "triggers") il grillo a cantare.
E in prossimità di altri tramonti troveremmo altri grilli che hanno cantato?
Sono quelli che hanno causato le tenebre della notte?

Erano ed è canto o erano e sono strilli dei grilli?
Gli strilli si rivolgono alle budella.
Il canto chiamerebbe in causa l'emisfero destro del cervello.

Quello sinistro della ragione invece reagirebbe meglio ai ragionamenti, e chiederebbe di poter analizzare e confrontare.

L'Italia tassa moltissimo e ha un'evasione tremenda. Vero.
Ed è ovvio che l'evasore preferisce il Lussemburgo.
Che Depardieu e altri vanno in Russia quando lo stato è socio del loro lavoro perché ha il potere legislativo, e gode di tre quarti del loro compenso.
Allora Grillo e Casaleggio ricordano che il mondo esiste, e che
lo stato e il governo che non piacciono causano le migrazioni di chi ha più convenienza altrove.
E chiedono che il mondo aiuti a chiudere i cancelli.

Ma cosa otteniamo, se un giorno in un mondo globale non ci sono più buchini e nessuno può scappare?
Otteniamo una evoluzione della psicologia umana, o solo un'adattazione alle circostanze repressive, e atteggiamenti clandestini paralleli a manifestazioni di allineamento?

Grillo, Casaleggio e Fo hanno letto molto, ma non hanno immedesimato che la storia dell'umanità è solo in minima parte storia di evoluzione e umanesimo.
È in prevalenza storia di carognate.
E la storia che lasceremo al futuro sarà storia di carognate.

Il futuro in anticipo - Parte II

Ho finito di leggere "Il grillo canta sempre al tramonto"

Ho preso alcuni appunti.

Casaleggio:
"Io preferisco dire sempre quello che penso; gli altri lo possono  condividere,  se  vogliono,  o confutarlo."

Casaleggio:
"Io sono convinto che cento persone ragionino meglio di una sola."

Grillo:
"La rete è un'opportunità per far dialogare e mettere a frutto le grandi intelligenze."

Dichiarazioni "belle".

Ho cercato, e quello che Casaleggio e Grillo hanno da dire si trova sui loro blog (li fanno assieme e da soli.)
Vedo che si possono condividere.
Vorrei confutare, ma ... non trovo dove farlo, e sul blog non trovo nessuno dei due offrendosi a confutazioni o rispondendo.

Sul forum non trovo le cento persone che ragionano meglio di una. Non capisco dove Casaleggio vorrebbe mostrare modelli di ragionamenti di centinaia di persone in rete che producono "frutti".
Sul suo forum non esistono, e le intelligenze all'opera dietro il progetto politico non sono riuscite ad andare oltre un software pubblico usato per "chiacchierare".
Non è stato adattato niente per far convergere intelligenze e per cristallizzare frutti.

Quindi la passione per la rete di Casaleggio si manifesta solo nell'usarla come complemento ai monologhi di Grillo, per raggiungere un uditorio più grande.
In una frase: Per fare campagna.

La democrazia diretta e partecipativa senza quorum.
Sembra che Dario Fo sia così preso dal condire il discorso con informazioni erudite, da non accorgersi di uno stuzzicadenti che invece è il "pilastro portante" del movimento cinque stelle:
La democrazia diretta e partecipativa.
Gli elementi tecnici presentati sono pochi:
Il M5S porta la democrazia diretta al Parlamento e al Senato, e mostra come funziona. E "un giorno" non saranno più necessari i partiti e neanche il movimento, perché i cittadini depositeranno richieste, e se i parlamentari (non si capisce che funzione avrebbero, se non ci sono più partiti) non se ne occupano dopo un certo tempo, le richieste le vota online la cittadinanza senza quorum.
Tutto qui.

Ora sinceramente, io sulla democrazia diretta non vorrei solo più informazione, io ci vorrei uno studio serio, profondo, dettagliato.
Perché se il M5S arriva al 35% dei voti nei posti giusti, ci benedice con la prima democrazia diretta del mondo.
E ci arriva senza avere la minima idea di come farla funzionare, e come "eliminare" i partiti senza cozzare contro la Costituzione e senza allarmare nessuno per il pericolo di totalitarismo.

Altrettanto nebuloso è come dovrebbe funzionare la destituzione del parlamentare.
Secondo Grillo (in comunicato odierno), se il parlamentare fa di testa propria e "tradisce" l'elettore, il collettivo di elettori fa un referendum in piccolo e decide se licenziarlo.
Semplice, no?

Ma siccome il M5S non è ne di destra, ne di sinistra, e funziona come "cuscinetto" alle forze più estreme in Italia, democratizzandone diverse, nel M5S io ci troverò chi vuole pari diritti per i gay in ogni aspetto, e chi come qualche giorno fa chiede la differenziazione linguistica dell'unione gay, perché non si deve chiamare matrimonio. (Una specie di "concessione" alla discriminazione, perché l'autore è a favore di parità di diritti legali, ma chiede che linguisticamente le cose abbiano nome diverso, così perlomeno a parole possiamo discriminare e puntare il dito su quello che è "diverso").
Quindi io come deputato voto a favore di matrimoni gay e adozioni, e una lobby nel M5S mi fa le scarpe perché mi deve tagliare fuori. Se non oggi, domani alla prima opportunità che trova.
Grillo e Casaleggio a quanto pare capiscono perfettamente che gli "altri", quelli dei partiti, sono roditori ignobili, ma escludono che il M5S possa ospitarli.
O invece lo sanno perfettamente, e per questo non lo hanno neppure sviluppato in rete nazionale, e con poche regole lo controllano in ogni manifestazione, e puntano sulla maggioranza assoluta.
Obbiettivo democrazia diretta, il toccasana dei problemi dell'umanità, lo spirito santo redentore.

Il libro, solo vecchio di qualche mese, contiene diverse previsioni e dichiarazioni, ma rivela che Grillo e Casaleggio non pensavano alla possibilità che il M5S arrivasse ad essere l'ago della bilancia delle forze politiche.

Il futuro lontano di altre elezioni invece si è presentato alla prima elezione, e la saggezza di centinaia di intelligenze consiglia a Grillo e Casaleggio di puntare dritto sulla possibilità di decidere senza consultare nessuno ... a parte l'intelligenza polarizzata della base democratica.

domenica 3 marzo 2013

"Aspetta futuro! Con calma!"

Il 99% delle specie apparse sulla terra si sono già estinte.
E se è esagerato, sarà perlomeno il 95%.

Mi si permetta di dedurre e affermare, che ogni specie prima o poi si estingue, sparisce dalla terra, e ne appaiono altre.
(Eventualmente più insetti che altro.)

L'homo sapiens un giorno si estinguerà.

Le specie si sono estinte per catastrofi mondiali, per cambi climatici, recentemente per il modo di vivere dell'homo sapiens o per tante altre ragioni.

Rimane comunque possibile uno scontro con qualche corpo celeste, che potrebbe determinare la fine del genere umano (e della maggior parte delle altre specie) e il problema della distruzione nucleare sarebbe un pericolo da archiviare.

Jared Diamond in "Collapse" presenta casi di civiltà estinte.

Abbiamo quindi due certezze:
La specie si estinguerà, e la nostra stessa civiltà si estinguerà.
E la probabilità che non toccherà ancora alla specie è un pò più alta.

Pensiamo quindi alla civiltà per ora.

La nostra civiltà è cominciata nel momento in cui ...
si sono formati gruppi?
È probabile che il nostro modo di vivere (sociale) è intrinseco alla specie, così come esistono predatori e erbivori solitari, e animali che vivono in branco.
Noi siamo un animale molto dipendente dal branco!
E quindi il punto debole della specie è determinato biologicamente.

L'evoluzione della nostra specie (mi riferisco all'evoluzione dell'homo sapiens e avverto di non distrarsi con Australopiteco e altri "antenati"), che chiamiamo progresso, è avvenuta in maniera lineare.
Impariamo dagli antenati, ci insegnano già appena nati, e ... certe cose rimangono uguali. La violenza, l'odio, la rabbia, la tendenza a seguire un leader o delegare a un leader, la speranza in aiuto "esterno", e che qualcuno ci organizzi la vita.
Potrebbe essere un imprint biologico della specie.

Così, le caratteristiche che abbiamo favoriscono scambi tra di noi, un certo livello di organizzazione, ma anche strutture gerarchiche, mancanza di visione, bisogno di affidarsi, e diffidenza.
Da aggiungere, che - mentre non riusciamo a comprendere il livello valido per altre specie - sembriamo essere dipendenti dall'illusione, nel senso che viviamo la realtà, ma cerchiamo a tutti i costi illusioni che ci promettano altre possibilità come futuro reale.
Illusioni che non sono altro che inganni e bugie.

Per riassumere:
Portiamo in noi stessi talenti per "progredire" e debolezze che ci faranno estinguere.
E siamo bugiardi (verso noi stessi e altri) per natura.

Rispetto alle "debolezze", sarebbe meglio essere più integralisti e chiamare l'insieme di talenti e debolezze "natura umana".
E a quella ci aggiungiamo anche il fatto di essere "junkies" della menzogna.

Una natura scoraggiante, che comunque ha prodotto idee come i diritti umani, che non stanno molto sulla nostra linea (infatti dopo molti decenni incominciamo a discutere e litigare sui diritti dei gay, partendo dalla tradizione, che non sono al disotto del livello degli eterosessuali).

Dobbiamo rassegnarci o sperare?

A questo punto del ragionamento io decido di non proseguire nell'indagine, e dare una risposta di comodo. Pragmatica.
Se vogliamo dare la risposta "assoluta" ... ci tuffiamo nel nichilismo. E per me non essere nichilista è una scelta volontaria.

O rimanendo in tema, la verità non ci aiuta per niente, ed è inutile scoprirla.

Come possiamo quindi evaderla, senza farci danno e senza discostarci troppo?

Nelle nostre scelte di vita e società si sono polarizzate due strategie, che - anche quello per la nostra "natura" (aggressiva) si sono definite per estremi e si sono poste come antagoniste:
Il comunismo e il capitalismo.
Che nel secolo attuale rifiutano tali nomi e ne preferiscono altri più moderni.

Le due "ideologie" probabilmente sono intrinseche della nostra natura, non sono "ragionate" fino alle radici, e ci obbligano a "dividerci" ripudiandone una per consegnarci all'altra.
E siccome il bisogno lo abbiamo dentro, equilibriamo l'ambiente squilibrato e a favore di una di esse su altri livelli o con gruppi specifici.

Quando l'ideologia che regge la nostra società mostra di funzionare male ... ci buttiamo di getto e d'istinto sull'altra per compensare.

La terza via.
Chi la sa lunga come me, arriva alla conclusione che libertà è sempre e solo avere a disposizione tutte le opzioni positive possibili, mantenendo sotto controllo quelle negative.

E al contrario di quello che ci dice la tradizione, affermo che sono positive sia l'ideologia comunista che quella capitalista, perché derivano da tendenze naturali.
Sono positive nel senso che sono i binari sui quali ci muoviamo.
(Negative nel senso che ci portano all'estinzione, ma avevamo deciso di evitare il nichilismo).
Ma prese per se, le due ideologie permettono comportamenti e scelte positive e negative (ovvero comportamenti che ci avvicinano più in fretta all'estinzione), per cui le ideologie le dobbiamo sottoporre a un concetto superiore, che da tempo chiamiamo etica.

L'etica è il principio per il quale muoverci, ma non la terza via.
Una via si percorre, non si ragiona.
Il cammino che dovremmo percorrere è uno "olistico". Uno che si muove sui binari della nostra natura, senza sbilanciarsi.

Leggendo l'ultima pubblicazione di Casaleggio/Fo/Grillo mi rendo conto, che sotto sotto c'è la convinzione che uno dei binari è sbagliato, e ci si deve buttare sull'altro.

Il comunismo governamentale invece ha dimostrato che la natura umana è più forte dell'indottrinamento, che le gerarchie sono il modo come ci organizziamo, e che anche i difetti della natura umana non si possono estirpare.

Al contrario di Grillo e Casaleggio io penso che non c'è nessuna lotta da fare.
Che imbrogliare il bambino incosciente, per portarlo al paradiso senza che si renda conto del cammino, è immorale, e che non funzionerà, perché il bambino nel paradiso continuerà a comportarsi da bambino. Anzi, manifesterà esattamente quelle tendenze che si cercano di reprimere.
Il paradiso collettivo sarà pieno di individui con altare capitalista nella propria stanza da letto e con fede nel merito e odio verso il livellamento.

Quello che c'è da fare invece è molto più difficile che filtrare, mettere una parte da un lato e l'altra dall'altra, e riscaldare gli animi.
Quella è una tattica che sfrutta un lato molto primitivo dell'homo sapiens.

Il cammino migliore invece è quello che si sta evolvendo da millenni: Progresso nell'idealismo etico, nell'abbracciare contrasti, perché siamo individui con contrasti, e nel trovare equilibrio e sintesi.
E quale è l'obbiettivo? Quello che tutti conosciamo: Rimandare l'estinzione, e permettere ai nostri figli e ai nostri nipoti una vita un poco migliore.