domenica 28 agosto 2011

Ingegneria democratica


Quando non avviene il dialogo desiderato rimane solo l’incubazione.
Tuffarsi nelle proprie idee per vederle.
E a volte traspare un certo ordine che prima non era così evidente.

Come non elettore incallito e (fino ad ora) pensatore solitario, non posso certo illudermi di essere politico.
Politico è qualcuno che è il ricettacolo di mille richieste accompagnate da deleghe di potere per esaudirle.
Una specie di santo praticamente. Se c’è differenza è che il santo è già morto e non gli si può dare una delega per governare. Il santo inoltre non si può più corrompere.
Un politico morto invece vale quanto un cane morto, a meno quei pochi casi in cui non muore di morte naturale o per colpa propria, e ci si può giocare su con i media.

Quindi non sono politico. Che non sono UN politico è ovvio. Dico che non solo politico senza articolo.
E quindi quello che faccio, anche se è nel campo della politica, non lo è esattamente.
Che fosse metapolitica lo sapevo dal principio. Ma l’incubazione mi ha suggerito un nome:
Ingegneria democratica.

Mi sono reso conto, che in quello che cerco di fare sto lasciando fuori una cosa che è il pane quotidiano della politica: I giochi di influenze.
O meglio, so perfettamente che ci sono e so quanto pesano. Ma le considero più negative che utili, per cui ripenso le cose con intenzione cosciente di escludere alcuni fenomeni (influenze, corruzione, spreco, bassa efficienza, etc.)
Ri-progetto come lo fa un imprenditore tecnico. Un processo di ingegneria.

Rifare le cose consiste perciò in fare prima un inventario della realtà.
Cosa abbiamo.
Come funziona.
Cosa funziona bene.
Cosa non funziona bene.

L’inventario si fa anche di soluzioni sviluppate da altri.
L’obbiettivo alla fine non è inventare  l’acqua, bensì usare metodi per fare le cose meglio e in beneficio e col rispetto dei più possibile.

E poi

Cosa si può aggiustare.
Da cosa mantenersi alla larga.
Cosa circoscrivere e neutralizzare.
A cosa puntare.

venerdì 26 agosto 2011

Delega o Procura?


Ufficialmente sono delegati.
Un procuratore avrebbe pieni poteri e prenderebbe decisioni per conto suo.
Non so se c’è la procura a tempo limitato. Quelle di cui ho fatto uso io erano illimitate e soggette a cancellazione per parte di chi emette la procura.
Se deputati e senatori fossero dei procuratori di questo tipo, si potrebbe revocare il loro mandato in qualsiasi momento.

Purtroppo non riesco a trovare via internet titoli di libri universitari che giustifichino e espongano chiaramente come funziona il sistema elettorale italiano, da cosa derivano i diritti e i doveri, etc.
Neppure richieste a studenti di diritto e giurisprudenza sono servite.

Comunque: Wikipedia e altre pagine dicono che si tratta di delega, e diversi deputati hanno rilasciato dichiarazioni difendendo il sistema di delega (che è costituzionale) contro la democrazia diretta (che sarebbe ancora più democratica, perché con partecipazione diretta cittadina).

Agli occhi esterni la cosa appare così:

Il tuo potere come cittadino si riduce all’esercizio del voto. Se non voti, sei un cittadino castrato.
Insomma, se non voti, sei completamente fuori e subisci al 100% quello che hanno votato altri.

Il processo del voto inizia dalla campagna politica, sponsorizzata da gente con interessi (che investono soldi per farsi promuovere gli interessi, e poi ricavarne utilità maggiori).
Si usano strategie di marketing, di spionaggio per smontare concorrenti, e cosi via.
L’elettore è spettatore, e può scegliere dal buffet.
Il buffet è aperto. In teoria chiunque può metterci su proposte (o candidati). Ma in pratica funziona solo con soldi e con divulgazione nei mezzi di comunicazione.
Le strade al buffet sono quindi piuttosto anguste, e costano.
Nel momento in cui costano, devono “rendere”.
Per cui si genera un sistema di aste, reti, e combricche di interessi, dovute al fatto che sono necessari investimenti, e i crediti devono fruttare.
Un candidato è quindi (generalmente) una figura acchiappasimpatie, divisa dalla necessità di trovare ampi consensi elettorali e adempiere interessi dei finanziatori.
Cosa che si può evitare, ma ne parleremo più tardi.

La campagna consiste quindi in creare audience in massa, usando temi che muovono le masse (tipo: “picchiamo quelli che sono diversi!” – che è una cosa facile facile, dato che tutti abbiamo rabbia accumulata, e se si rende civilmente corretta l’oppressione di un gruppo minore – tipo gli ebrei – la possiamo scaricare senza rimorsi).
Sono spesso temi che schierano contro qualcun altro, perché i temi che incoraggiano a fare le cose assieme e estrarre il miglior succo dalle teste di tutti non tira molto.

Poi arriva il giorno del voto, si fanno i conti, si usano regoline che non c’entrano assolutamente con il numero reale e la ripartizione dei voti (su questo subito un commento), e si assegnano i seggi.

Le regoline sono decise dai governi anteriori. Quelle attuali hanno il proposito di permettere a una maggioranza un potere extra di vantaggio, altrimenti non può governare.
Una cosa del genere, tradotta in parole comprensibili vuole dire:
Dopo i conti, alcuni partiti devono mettersi d’accordo e formare una maggioranza.
Basta arrivare a 51, ci prendiamo un paio di punti extra, e da 51 che siamo ne abbiamo 55.
Questo ci conviene, altrimenti dovremmo formare un governo con un partito addizionale, che vuol dire più compromessi (perché sono di più le discordie iniziali).
Quindi, per renderci la vita e il potere più facile, ci facciamo assegnare (lo abbiamo deciso tra di noi) più potere.
Ciò significa che il voto cittadino è solo orientativo, e neppure la delega è una trasformazione 1:1 del voto.

Tutta la democrazia finisce comunque proprio qui. Una volta avuto il seggio, il delegato fa quello che gli sembra giusto.

Immaginiamo che io sia un delegato:
Primo giorno di poltroncina. Si fanno le coalizioni.
Quello che so è:
Il mio stipendio, i benefici e ...
Se mantengo il posto per cinque anni mi tocca una buona pensione.
Cosa faccio?
Stipendio e benefici li ho. Quindi mi dedico a conservare il posto. Come si fa?
Appoggiando la stabilità del governo. Perché se si scioglie, ci sono nuove elezioni, che vuol dire trovare un’altra volta i soldi per la campagna, rischiare di non tornare, e perdere la pensione.

Per questo si fa un voto di fiducia al governo, quando il capo chiede una scappatoia per non essere condannato in processi mossi contro di lui. La cosa è chiara:
Se volete la pensione, fatemi sta legge, o oggi finisce il governo e vi arrangiate per farvi rieleggere e assicurarvi la pensione.
Quindi: Pensione contro protezione.

La delega è per tutta la legislatura, e i referendum sono una rottura, qualcosa che ai deputati da molto fastidio.
La democrazia, come la vedono i seduti, è che tu solo dai il voto e poi devi farti i cavoli tuoi. Cioè pagare le tasse (a meno che tu non sia l’amico del cuore che ha sganciato per la campagna, e quindi capisco che per tante spese avute tu debba fare economia altrove).
Se il governo ha deciso qualcosa, e il popolo in referendum chiede il contrario, si rispetta, perché la Costituzione lo comanda, ma la faccenda rompe moltissimo, e comunque il referendum si adopera raramente, e con regole che rendono molto difficile dire un no al governo.

Dopo il voto la democrazia consiste in circa 950 persone (meno gli assenti) che si riuniscono ogni giorno a proporre e fare o disfare leggi, senza che alcun cittadino possa chiedere loro di dare priorità a certune e lasciare stare altre. (Leggi di immunità al capo del governo? Lasciar stare! Se costano il 20% delle energie e del tempo delle Camere sono leggi che sequestrano tempo utile parlamentario che spetta al popolo italiano.) Mosse da strategie di conservazione di potere e beneficio.

E più non dimandare!

domenica 21 agosto 2011

Pausa - Lavori in corso

La pausa è dovuta a problemi tecnici del provider della connessione a internet.
Che ufficialmente si prende il diritto di reagire in 72 ore per ripristinare una connessione.
Le 72 ore in realtà sono solo per evitare altre chiamate in tale periodo, ma spesso le riparazioni si "prolungano" oltre tale termine e le chiamate dopo le 72 ore comunque non hanno effetto.
Che superino le 72 ore non da diritto a risarcimenti o abbuoni.

Vediamo quindi quando torniamo in linea.

Il tempo offline mi è servito a ritoccare certe idee.

A presto!

venerdì 12 agosto 2011

Proposte modeste – per ridurre il debito pubblico


Il debito pubblico è il debito che noi italiani abbiamo per le spese che facciamo al disopra delle nostre possibilità.
Qualche maligno (non so di quale orientazione politica) dirà che i debiti li contraggono i governanti, e poi li paghiamo noi.
Non è vero.
Se si delega, chi ha la delega lo fa per noi.
Siamo noi che abbiamo dato la delega per fare i debiti, e noi li paghiamo.

Leggendo letteratura del diciottesimo secolo, mi sono reso conto che si possono risolvere anche i problemi tragici. O perlomeno si possono fare delle proposte modeste per risolverle.

Un modo molto furbo e degno degli italiani, sarebbe il seguente:
Il debito è degli italiani, giusto?
Quindi facciamo un referendum, cambiamo il nostro nome e il nome del paese (tipo Garibalidia o Fregonia), e lasciamo che il debito muoia con gli italiani di ieri.

Potremmo dichiararci alieni al contratto di debito. Non abbiamo firmato noi, e chi deve pagare è chi ha firmato e basta.

Per ridurre i debiti potremmo fare felici i leghisti e mandarne uno in ogni comune, a controllare le finanze e vedere come si spendono i loro soldi.

Si deve facilitare la confisca dei beni di evasori ... non so cosa siano ormai, perchè avere due contabilità non è reato, e quindi non sei evasore. Sospetto che evasore in Italia è solo chi non paga richieste dirette del Ministero delle finanze, non chi è modesto nel dichiarare.
Le leggi sulle confische ovviamente si fanno escludendo specificamente al Signor Berlusconi, che sia primo ministro o no. Altrimenti le leggi non passano ed è inutile discuterle.
La confisca deve includere i beni registrati sotto nomi di famililiari e prestanome.
Ai denuncianti invece si offre un premio spia.
Gl iimmigrati, quelli che non piacciono, perchè contro le topone di qualsiasi paese, anche se i documenti non sono in regola non abbiamo niente in contrario (mica siamo razzisti! Anzi, se avessimo il potere anche noi le trasformeremmo in nipoti di politici esteri, e chiuderemmo gli occhi sui loro ingarbugli per questioni diplomatiche!) e che ci costano una fortuna, li portiamo in ponte navale alle isole Figi o comunque da qualche parte dove non hanno petrolio o altre cose che fanno gola a mezzo mondo, e dove non hanno neppure come fermarci a cannonate, così non c’è pericolo che qualcuno ci obblighi a riprenderceli.
Forse si può fare un accordo commerciale con i narcotrafficanti messicani, che si incaricano con piacere degli immigranti.
(Proposta crudele, indubbiamente, ma per debito al padre delle proposte modeste doveva apparire.)

giovedì 11 agosto 2011

Libri utili


Da alcune decine di anni mandiamo i bambini a scuola per prepararli per la vita e inserirli nel mondo del lavoro.
Prima invece la scuola era scopo a se stessa, quella cosa obbligatoria per mandarci i bambini. O al massimo era per imparare a leggere e a scrivere.

Anche la televisione è uno strumento di educazione pubblica (... o ludica?)

Io della scuola ricordo ripetute lezioni sui sumeri e gli egizi, i minerali, il sistema solare (ma non ho mai lasciato il pianeta fino ad oggi), trigonometria. Ricordo parecchio.
Ma sono poche le cose che mi sono servite.
Nessuna mi ha preparato al mondo di adulto (neanche l’educazione sessuale) e nessuna mi ha inserito nel mondo del lavoro.
Ho saputo diverse cose, ma il mondo non l’ho capito, e l’adolescenza l’ho lasciata da ignorante.
Confessione del nerd che aveva otto in tutto e il sette in educazione fisica lo aveva per solidarietà del professore.

Televisione non ne ho avuta tanta da giovane. E da adulto neppure.
Ma è fatta come un buffet: Vedi tutte le pietanze allo stesso tempo, e ci sono quelle che ti catturano all’istante. Altre invece per l’aspetto neppure le noti, e potrebbero invece essere molto nutrienti, saporite e sane.

Per essere sincero, la scuola mi è servita per sapere leggere, scrivere e fare i conti.
Per svegliare in me il bisogno di imparare e per apprendere come imparare da solo.
Da ciò deriva sempre una mono-cultura, ovvero ci si fa una cultura a modo proprio, contenuta in limiti di preferenza o convinzioni.

Lasciati i preamboli.

La mia monocultura (in spagnolo, cultura da scimmia), si compone schematicamente di letture divise nelle seguenti categorie:

Il mondo
                Perché l’essere umano vive come vive?
                Cosa può succedere alle civiltà umane?
    Come funziona la società attuale; quali opportunità esistono (o quali sono le qualità 
    più utili per riuscire ad “inserirsi”?
    La metafisica

L’individuo
                Chi sono? Come sono? Perché sono quel che sono? Come reagisco?
    Come é l’essere umano?

Il potenziale
                Dove potrei arrivare?

Ecco cosa mi ha insegnato di più:

Jared Diamond -              Armi, acciaio e germi
Jared Diamond -              Collasso
Charles Mann   -              1491
Elias Canetti       -            Massa e potere

Carl Gustav Jung              -              Tipi psicologici
Eric Berne                        -              Giochi di adulti
Oliver Sacks                     -              Tutti i libri

Per la religione (anche per i miscredenti) si comincia dai testi sacri:
La Bibbia, Il corano, Il libro di Mormon, qualcosa di comprensibile sul Buddismo
Poi per capire da che idee sorge la religione, e come funziona:
James Frazer                   -              Il ramo d’oro
Karlheinz Deschner        -              Storia criminale del cristianesimo
 
Don Richard Riso             -              L’Enneagramma

lunedì 8 agosto 2011

Consigli al non lettore

Vale per tutti:
Non ci troviamo in un videogioco con tre vite a disposizione e altre da vincere durante il gioco.
Anche se non poniamo a rischio l'unica vita che abbiamo, è facile "sperperarla".


E cosa bisogna fare per non "sperperarla"?
Il "cosa" è diverso per ognuno, ma la meta è trascorrerla possibilmente e in generale felici.
"Del doman non v'è certezza".

Alla felicità si aggiungono surrogati e sostituti. Non è lo stesso, ma va bene in mancanza di meglio.
(La verità comunque è che per riuscire a cercare e provare felicità bisogna avere il carattere. Per il nichilismo c'è predisposizione di carattere. I sostituti quindi sono equivalenti alla felicità e corrispondono a caratteri diversi).

Nella letteratura italiana c'è qualche romanzo che conclude che avere qualche cromosoma di differenza e capire poco del mondo è una beatitudine, perché più si capisce, più si soffre.
Da sfortunato, con i cromosomi come la gran maggioranza, io devo contentarmi del contrario. Più capisco, meglio è.

Il mio consiglio al non lettore, ovviamente inteso in dosi omeopatiche, è di dedicare una piccolissima parte della propria vita anche a "capire il mondo".
In effetti è una cosa fine a se stessa, non è necessariamente utile.
Ma la consiglio con una certa certezza perché mi sembra una responsabilità civica.
Non viviamo da soli.
Prendiamo decisioni che influiscono su altri.
Abbiamo figli.
E per questo un pochino dovremmo sforzarci di imparare.

Questo consiglio deriva dal vedere atteggiamenti ostili e ostinati, mentre invece è più utile comprendere il vicino e il meno vicino, visto che conviviamo.
Anche quando il vicino ci sta addosso e ci vuole togliere lo spazio e la sicurezza, è meglio capirlo prima di prendere contromisure.


Io ho imparato leggendo, ascoltando e osservando.
Per la lettura posso raccomandare alcuni libri (e accetto suggerimenti vostri ovviamente, visto che non ho letto tutti i libri esistenti, e sicuramente neppure tutti quelli importanti da leggere).

Lo farò nel prossimo commento.

giovedì 4 agosto 2011

L'allergia alla debolezza

Bella delusione, dopo aver rifatto le regole e aver ottenuto che una maggioranza riceve un vantaggio di potere extra per agevolare la capacità di governare ... che anche se si comanda, si è soggetti alle forze oscure.

Il Mercato internazionale esiste, funziona a modo suo e si deve rispettare.

Circolano alcune teorie di cospirazione.
C'è gente che si sorprende, che giusto in tempo dopo il quasi default americano, il Mercato si distrae con l'Italia e la Spagna. Ovvero, che dietro il Mercato qualcuno tira i fili e fa sgusciare via gli Stati Uniti.
Impossibile non è.
Ma non è cosi importante.
Si legge anche, che l'Italia è al terzo posto come paese debitore subito dopo gli Stati Uniti e Giappone. Solo che gli altri due paesi hanno un'economia maggiore, per cui in proporzione l'Italia sta peggio.

Non ho ascoltato i commenti parlamentari di oggi. Meglio portare mio figlio al mare.
Li, quando per fare il monello gli ho annunciato un ceffone e poi gli ho chiesto su quale guancia lo preferiva, ho ricevuto la risposta "Sulla tua".

La colpa il premier oggi la dava alla Grecia, l'Opposizione dava ceffoni a lui, abbiamo sentito che dobbiamo farci animo, ma proposte sostanziali non ce ne sono.

Ci sono due tipi di amministratori di azienda:
Quelli che sono gestori, ovvero quelli che sorvegliano l'azienda in funzione, la controllano e badano a che funzioni.
E ci sono quelli che vedono potenziali e modificano l'azienda.
I primi in tempi di crisi prendono il bilancio e cominciano a cancellare numeri e sostituirli con numeri più bassi.
Producono un bilancio fittizio con valori aggiustati.
Quello è il "piano" economico da rispettare per affrontare la crisi.

Mi sembra ovvio, che quelli che mandiamo al governo il lavoro lo fanno solamente così.

Berlusconi ha annunciato 130 progetti nel Sud. Vuole lasciar chiaro che non si faranno solo tagli, ma si investirà nel crescimento economico. Percorso corretto da fare.
Ma domani vedremo che la reazione del Mercato non sarà quella che dovrebbe.

Di chi è la colpa, non lo so. Non sono né per l'uno, né per l'altro.
Quello che ho visto assieme a voi è che anche se accettiamo per vere tutte le affermazioni e le accuse che si fanno, cioè che:
La magistratura di sinistra perseguita Berlusconi, e la sinistra solo lo critica, per cui deve farsi alcune leggine per poter governare in pace, è un sistema nel quale tutti assieme hanno perso moltissimo tempo in questa guerriglia, le protezioni al premier proteggono anche farabutti meno nobili, e non hanno fatto il lavoro importante. (Per esempio fare una legge che aggiunga l'aggravante antigay mi sembra perdere tempo. Al Mercato non interessa. E a noi la sfiducia del mercato causa svantaggi nel giro di qualche settimana. Queste cose sembrano essere tentativi di darsi una lucidata per brillare.)

Soluzione: Non quattro frasi. Mettere le mani al sistema e cercare proposte a partire dai vasi capillari.
Fa molta differenza come si toccano le cose. E se sei distratto, le toccate ti riescono male.