Oggi mi è stato promesso un "portale" internet sul quale un giorno potrei partecipare democraticamente con proposte ai parlamentari del Movimento 5 Stelle.
E i tentativi di inoltrare due proposte vengono ripetutamente rifiutati, o per mancanza di informazioni di contatto da parte di attivisti, su come mandarle avanti e come seguirle, oppure sinceramente, perché c'è un sacco da fare, e le proposte si possono fare "dopo".
È evidente quindi, che gli attivisti non conoscono nessun portale al quale sottoporre proposte, e chi fa parte dello staff non ritiene che sia già giunto il momento di cominciare a farlo. Perché non esiste neanche un meccanismo persona a persona o gruppo per farlo.
L'attivismo consiste nel segnalare questioni locali della comunità e nel fare campagna.
Ammetto di essere sconcertato talmente da questa scoperta, da dovermene ripetere l'essenza:
un movimento antipolitico (ma lo capisco nel senso che si pone contro il sistema politico esistente. È comunque politico, perché cerca accanitamente il potere) che rifiuta ogni definizione di categoria, chiedendo apertamente adesioni di ogni parte, che pubblicamente sottolinea di essere un rifugio per estremisti che vengono incanalati in un sistema democratico che di fatto si limita a fatti locali.
Che in prima istanza rimanda al gruppo per proposte, e poi in seconda istanza ammette che per proposte di un certo tipo non esistono neppure canali per indirizzarle a un comitato strategico ...
per me è un organismo così semplice come si presenta:
Basta indagare dove si è concentrato il lavoro per capire i suoi obiettivi.
La comunicazione avviene su due livelli distinti:
Quella di reclutamento consiste di monologhi invettivi contro tutti, segnalazioni e sfuriate.
Evita completamente il confronto con le altre forze politiche con il pretesto poco solido che anche i mezzi di comunicazione hanno interessi di parte (ma stranamente rispettano la par condicio e danno spazio anche a piccoli partiti appena nati, che vengono ritenuti genuinamente interessati a una pulizia generale). Strategia che serve più a vaccinare contro le comunicazioni degli altri, e a dubitare di qualsiasi critica.
E comunicazione aperta e diretta nei nuclei di attivisti, che coinvolgono con un fervore di proposte tutte immediate, ma non di fondo, non ideologiche e non nazionali o internazionali (e chiamare la proposta di referendum per "l'uscita dall'Euro", giustificata con gli articoli di alcuni economisti critici, ma evidentemente senza nessun dibattito interno che si possa seguire o che sia documentato, una "proposta" ...)
In due parole:
Coinvolgere al voto e impegnare. Tutto qui.
Diceva Churchill, che personalmente diffidava di tutte le statistiche che non aveva falsificato personalmente.
Io diffido di ogni partito che integralmente rivela una capacità logica e una visione inferiore alla mia!
Non diffido solamente.
Mi puzza!
Dice Oliver Sacks, che a Dio non potrà mai perdonare di non esistere.
Io ai geni ispiratori e organizzatori del M5S non potrò perdonare di essere così limitati da presentare come corpo organico qualcosa che consiste solamente di un cervello separato nascosto e da un paio di dita di piedi, ma senza altra parte del corpo, se io da solo concepisco che un progetto politico di azione così non può funzionare.
Il M5S può nascondere la sua disfunzionalità solamente se riesce a mantenersi al margine parlamentare, votando per progetti di altri. E puntando sul giochetto dell'onestà per guadagnare punti.
Il fatto che sia così accanito contro strutture che funzionano, anche se permeate dagli interessi personali, e che sia stato colpito da febbre del potere nelle ultime settimane di campagna elettorale dovrebbe far riflettere sul livello di responsabilità di questa gente.
Il programma vero del M5S si riduce a una frase: Ottenere il potere.
lunedì 11 febbraio 2013
domenica 10 febbraio 2013
I pupari
Forse nella mappa cosmica degli extraterrestri il pianeta terra viene indicato con colore speciali per avvisarli che non conviene farci vacanze per il fatto che è il pianeta dell'inganno.
Mentre sul quesito di cosa venne prima, se l'uovo o la gallina difficilmente si ottiene una risposta immediata, nel caso dell'inganno è possibile fare un'approssimazione più concreta:
Senza la morbosa avversione dell'essere umano alla verità, l'inganno non sarebbe possibile.
La società umana, la specie homo sapiens, si centra sull'inganno, e la verità, l'evoluzione delle scienze, la filosofia sono marginali.
La verità quindi non ottiene consensi, non sfocia in potere (ha al massimo potere ricattatorio) e non è utile alla vita della specie.
La base dell'evoluzione è l'inganno.
Una analisi degli aspetti della vita umana più rilevanti ci indicherebbe che le verità sulle quali funziona la nostra società (e le verità sono fondamentali!) non sono pilastri, ma bollicine.
Come le bollicine dell'acqua minerale!
La ricetta per convogliare le masse ormai è conosciuta. Sono studiati i casi del passato, e le azioni "sbagliate" che hanno causato il crollo di movimenti basati sulla manipolazione (solo un altro termine per inganno) delle masse.
Esiste ovunque il mito dell'equilibrio.
Il taoismo formula un equilibrio "universale" (ma ovviamente è solo terrestre) tra il principio maschile e femminile. Il cristianesimo preferisce dirigere lo sguardo su principio del bene e principio del male, assegnando di fatto un equilibrio presente (e passato), ma dando a tavolino onnipotenza al bene (per la speranza futura che vuole instillare).
Piace inferire da ciò un equilibrio tendente alla vittoria della verità sulla menzogna.
Invece la realtà è fatta da famiglie di inganni che si oppongono e costituiscono uno status quo elastico, dove come già detto, la verità non è la struttura portante, ma ha funzione vitale.
La ragione ci deve essere, e la sospetto situata nella neurologia e nelle emozioni umane.
La bugia deve offrire vantaggi generali per la specie, e la verità ha degli effetti favorevoli.
Come il formaggio svizzero ...
La verità in negativo potrebbe essere una inconsistenza della bugia (ma non sempre vantaggiosa).
Voglio sottolineare fuori dalle parentesi, che verità o bugia non mi sembrano scelte coscienti e neppure sempre strategicamente opportune.
Esistono falsità dannose e verità dannose!
Ma se lo vediamo come gioco di intelletto, possiamo spesso identificare la natura o il gruppo di apparteneza delle cose.
Il Movimento Cinque Stelle contiene maggiori dosi di verità dei partiti che vuole dissolvere?
No.
La sua struttura verita/falsità è diversa, ma ha in comune con gli avversari, che tace le verità sui propri fini.
A seguire una tabella sommaria di alcune differenze:
La malafede del movimento si nota in poche inconsistenze pubbliche, ma negate dalle due parti in simbiosi (gli attivisti da una parte, e la direzione del movimento dall'altra).
Grillo e gli attivisti parlano di democrazia diretta.
Grillo introduce Casaleggio come artefice della democrazia IN RETE. Gli attivisti difendono Grillo dalle accuse di mancanza di democrazia, parlando di processo democratico dentro GRUPPI REGIONALI, ma non in rete.
Siccome la rete è pubblica, risulta vera la versione degli attivisti:
Le proposte e le attività organizzative funzionano democraticamente a livello attivisti, ma in incontri e riunioni PERSONALI, e MAI in rete.
La dove uno si aspetterebbe incontrare gli attivisti e discutere proposte ... si trova solo un'enorme immondezzaio di desideri solitari, al 98% lontanissimi dall'essere proposte attualizzabile, e le poche proposte sono sommerse e irriconoscibili. Non esiste un unico attivista a moderare il forum di proposte, che praticamente è una appendicite a vicolo cieco creato per simulare quello che si afferma.
È quindi totalmente falsa l'affermazione di Grillo, che esiste una raccolta di proposte in rete, e che le proposte si sviluppano a livello nazionale a costo zero tramite internet.
Internet è solo la piattaforma di marketing del movimento, il biglietto e il depliant di presentazione, ma non offre nessuno strumento per la strutturazione di attivisti, proposte e organizzazione.
Il Movimento Cinque stelle quindi è una "Federazione" di cellule regionali con scarsa interazione, occupata con proposte locali e regionali o questioni amministrative valide in generale, ma totalmente priva di un programma per i compiti nazionali, e completamente al buio su come affrontare i temi del paese (economia, finanze, tasse, salute pubblica, educazione, energia, etc.)
Gli attivisti sono personale di gestione, non leader. E esattamente per questo il loro destino è essere usati per due mandati e poi scartati. L'intenzione è di ridurre l'attività parlamentare a una attività di gestione, poco attraente per gente con talenti e capacità, ma sufficientemente attraente per chi si accontenta di gestire per due legislazioni.
Le direttive in questo campo se le riserva probabilmente il duetto patrocinatore, e da qualche rara intervista traspare ideologia e visioni che rivelano abbastanza alienazione da quella che è la psicologia e la natura umana.
Mentre sul quesito di cosa venne prima, se l'uovo o la gallina difficilmente si ottiene una risposta immediata, nel caso dell'inganno è possibile fare un'approssimazione più concreta:
Senza la morbosa avversione dell'essere umano alla verità, l'inganno non sarebbe possibile.
La società umana, la specie homo sapiens, si centra sull'inganno, e la verità, l'evoluzione delle scienze, la filosofia sono marginali.
La verità quindi non ottiene consensi, non sfocia in potere (ha al massimo potere ricattatorio) e non è utile alla vita della specie.
La base dell'evoluzione è l'inganno.
Una analisi degli aspetti della vita umana più rilevanti ci indicherebbe che le verità sulle quali funziona la nostra società (e le verità sono fondamentali!) non sono pilastri, ma bollicine.
Come le bollicine dell'acqua minerale!
La ricetta per convogliare le masse ormai è conosciuta. Sono studiati i casi del passato, e le azioni "sbagliate" che hanno causato il crollo di movimenti basati sulla manipolazione (solo un altro termine per inganno) delle masse.
Esiste ovunque il mito dell'equilibrio.
Il taoismo formula un equilibrio "universale" (ma ovviamente è solo terrestre) tra il principio maschile e femminile. Il cristianesimo preferisce dirigere lo sguardo su principio del bene e principio del male, assegnando di fatto un equilibrio presente (e passato), ma dando a tavolino onnipotenza al bene (per la speranza futura che vuole instillare).
Piace inferire da ciò un equilibrio tendente alla vittoria della verità sulla menzogna.
Invece la realtà è fatta da famiglie di inganni che si oppongono e costituiscono uno status quo elastico, dove come già detto, la verità non è la struttura portante, ma ha funzione vitale.
La ragione ci deve essere, e la sospetto situata nella neurologia e nelle emozioni umane.
La bugia deve offrire vantaggi generali per la specie, e la verità ha degli effetti favorevoli.
Come il formaggio svizzero ...
La verità in negativo potrebbe essere una inconsistenza della bugia (ma non sempre vantaggiosa).
Voglio sottolineare fuori dalle parentesi, che verità o bugia non mi sembrano scelte coscienti e neppure sempre strategicamente opportune.
Esistono falsità dannose e verità dannose!
Ma se lo vediamo come gioco di intelletto, possiamo spesso identificare la natura o il gruppo di apparteneza delle cose.
Il Movimento Cinque Stelle contiene maggiori dosi di verità dei partiti che vuole dissolvere?
No.
La sua struttura verita/falsità è diversa, ma ha in comune con gli avversari, che tace le verità sui propri fini.
A seguire una tabella sommaria di alcune differenze:
| PARTITI TRADIZIONALI | MOVIMENTO CINQUE STELLE |
| Obiettivo egoistico: Soddisfare le necessità primarie degli eletti. Agiatezza, sicurezza, privilegi, lusso, potere | Ottenere un beeneficio non dichiarato dei fondatori. Permettere agli eletti l'accesso al potere come gradino per ulteriori passi. |
| Rispetto per regole democratiche * (di equilibrio) visto che permettono sempre la soddisfazione dell'obbiettivo egoistico. | Obiettivo di cambiare le regole, visto che l'obiettivo non è quello di garantire sicurezze agli eletti. I cambi cercati non sono attualmente chiari, ma potrebbero essere ideologici. |
| * Rinuncia alla violenza, visto che l'obiettivo occulto è soddisfatto rispettando le regole. | Probabile conflitto con la maggioranza dei cittadini una volta che gli obiettivi reali (ideologici) divengano evidenti, e la cittadinanza rifiuta I cambi sociali. |
| Disonestà economica. Onestà (parziale) negli obiettivi sociali. | Onestà forzosa dei candidati. Disonestà sugli obiettivi. |
| I candidati sono protagonisti al soldo di interessi (lobby e partiti). | I candidati sono strumento e vengono alimentati da una base di potenziali successori con attività da gestire. La linea ideologica e le mete "superiori" di trasformazione della società invece vengono impartite dalle "guide" esterne. |
| I partiti hanno interesse nel preservare il sistema e mantenerlo chiuso. (Permettendo la nascita di nuovi partiti, ma sempre sotto le regole del sistema.) | Il movimento ha interesse nella distruzione di tutti I partiti, chiudendo poi definitivamente le porte con l'emissione di nuove regole. Probabilmente si aspetta l'abolizione del partitismo e una democrazia diretta o partecipativa senza partiti, che comunque funzionalmente sarebbe una amministrazione di desideri più che una filosofia e un orientamento sociale (che quasi sicuramente la direzione esterna del movimento vuole definire.) |
La malafede del movimento si nota in poche inconsistenze pubbliche, ma negate dalle due parti in simbiosi (gli attivisti da una parte, e la direzione del movimento dall'altra).
Grillo e gli attivisti parlano di democrazia diretta.
Grillo introduce Casaleggio come artefice della democrazia IN RETE. Gli attivisti difendono Grillo dalle accuse di mancanza di democrazia, parlando di processo democratico dentro GRUPPI REGIONALI, ma non in rete.
Siccome la rete è pubblica, risulta vera la versione degli attivisti:
Le proposte e le attività organizzative funzionano democraticamente a livello attivisti, ma in incontri e riunioni PERSONALI, e MAI in rete.
La dove uno si aspetterebbe incontrare gli attivisti e discutere proposte ... si trova solo un'enorme immondezzaio di desideri solitari, al 98% lontanissimi dall'essere proposte attualizzabile, e le poche proposte sono sommerse e irriconoscibili. Non esiste un unico attivista a moderare il forum di proposte, che praticamente è una appendicite a vicolo cieco creato per simulare quello che si afferma.
È quindi totalmente falsa l'affermazione di Grillo, che esiste una raccolta di proposte in rete, e che le proposte si sviluppano a livello nazionale a costo zero tramite internet.
Internet è solo la piattaforma di marketing del movimento, il biglietto e il depliant di presentazione, ma non offre nessuno strumento per la strutturazione di attivisti, proposte e organizzazione.
Il Movimento Cinque stelle quindi è una "Federazione" di cellule regionali con scarsa interazione, occupata con proposte locali e regionali o questioni amministrative valide in generale, ma totalmente priva di un programma per i compiti nazionali, e completamente al buio su come affrontare i temi del paese (economia, finanze, tasse, salute pubblica, educazione, energia, etc.)
Gli attivisti sono personale di gestione, non leader. E esattamente per questo il loro destino è essere usati per due mandati e poi scartati. L'intenzione è di ridurre l'attività parlamentare a una attività di gestione, poco attraente per gente con talenti e capacità, ma sufficientemente attraente per chi si accontenta di gestire per due legislazioni.
Le direttive in questo campo se le riserva probabilmente il duetto patrocinatore, e da qualche rara intervista traspare ideologia e visioni che rivelano abbastanza alienazione da quella che è la psicologia e la natura umana.
Agitarsi prima dell'uso
Mancano due settimane alle elezioni del 2013.
Gli italiani (meno qualche migliaio che ha il biglietto della lotteria politica) avranno l'unica opportunità di azione democratica dei prossimi anni (che in Italia potrebbe comunque essere una data un po più vicina.)
Circa il 30% di coloro aventi diritto al voto vi rinunceranno.
Rinunceranno all'unico briciolo di potere che hanno, anche sapendo, che assieme costituiscono il gruppo di scelta elettorale maggiore.
Quest'anno bolle molto in pentola.
Si agita tutto, e a quanto pare, gli elettori di fatto sono in subbuglio.
Da una parte ci sono i partiti consolidati, con i loro fedeli, le loro quote "sicure" o previste, e il sistema al quale si sono adattati, e poi ci sono alcuni nuovi attori, iperattivi fino all'ultimo momento, e una spina nel fianco delle aritmetiche di potere.
Gli schieramenti non sono chiari, anche se come reazione ai sondaggi si fanno previsioni e considerazioni ovunque. Ci sono offerte, rifiuti annunciati che sembrano più esche, e i mezzi di comunicazione che l'ultimo giorno permesso per i sondaggi fanno le ultime considerazioni.
Alcuni aprono la possibilità di una crescita di ultima ora del Movimento 5 Stelle, senza dare limiti.
Gli entusiasti del Movimento ovviamente sognano la maggioranza assoluta, e qualche personaggio eminente manifesta addirittura intenzione di voto per il Movimento e/o per Rivoluzione Civile.
Noioso riassunto.
In questa prima parte esporrò le assunzioni positive che si possono fare riguardo al movimento di Grillo e Casaleggio.
La tattica di Grillo-Casaleggio è puntare sui comizi di Grillo, e dall'altra parte offrire una struttura via internet per gestire un movimento di democrazia diretta (o partecipativa) dove gli aderenti si possono organizzare e si convogliano proposte.
I piedi del movimento sono quindi due: Grillo e la base organizzata via internet.
Confermato regolarmente su fori di discussione pubblici, dove a obiezioni e critiche generalmente rivolte contro i metodi poco trasparenti e l'apparente mancanza di democrazia gli attivisti del movimento rispondono seccati, rimandando al loro lavoro di fondo.
Grillo quindi appare come polo magnetico, showman unico e portentoso, e le sue uscite oblique vengono relativizzate perché si devono considerare "mediatiche", cabarettistiche, o scivoloni dovuti alla natura "sanguigna" di Grillo.
Puntualmente vengono difese le espulsioni, a volte presentate come tradimenti all'accordo preso dal principio, di limitarsi a due mandati e accontentarsi della metà dello stipendio.
A chi si avvicina con diffidenza e critiche al movimento, si propone una interpretazione prevalentemente positiva costruita su presupposti resi possibili dagli elementi di informazione o dichiarazioni appena elencate:
Grillo e Casaleggio sono solamente uno il cavallo d'assalto del movimento, l'altro colui che provvede il guscio tecnico, la struttura di rete che lo organizza e gli permette di funzionare.
Le imposizioni (rifiuto di accettare spazi nei mezzi di comunicazione, obblighi salariali e limiti di mandato) si riescono ad accettare come rimedio contadino ai mali che nel complesso chiamiamo la Casta, che è il nemico dichiarato di Grillo.
Anche le affermazioni di democraticità, ma il rifiuto di rendere chiaro un orientamento ideologico o politico acquistano credibilità se si aggiunge come obiettivo il proposito di attirare consensi di ogni spettro politico.
A questo si aggiungono i punti più discutibili delle mete del movimento, come il referendum sull'abbandono della moneta comune, che a chi lo vede come una possibilità di altissimo rischio può sembrare un'esca populista come diverse altre, con il solo fine di ampliare i consensi elettorali.
Da notare anche le reazioni dei partiti, che secondo qualche commentatore sono le vere forze che spingono gli elettori a dare la preferenza al Movimento Cinque stelle. I partiti infatti danno evidenza di orchestrazioni strategiche contro l'elettorato, e ciò provoca la reazione di vendetta che Grillo offre portare a termine per conto degli elettori "traditi".
Si perdonano o si accettano quindi i bravi ragazzi inesperti ma onesti, probabilmente incapaci, preferendoli alle vecchie volpi rapinatrici, in combutta contro l'elettore, farsanti nel simulare principi e programmi, ma in fondo solidali tra di loro perché il loro interesse principale è salvare le loro reti di potere, che assorbono i fondi pubblici indebitamente.
Il M5S quindi cerca di proporsi come unica opzione di voto per espellere tutti i cattivi, come scalpello del cittadino per pulire il paese dalla Casta Corrotta.
E le dichiarazioni di intransigenza verso qualsiasi altro partito sono parte della strategia, che risultano essere fruttifere (mentre invece le considerazioni di coalizioni e alleanze degli altri partiti ottengono l'effetto contrario: Esodi di elettori).
Fine dell'analisi.
Gli italiani (meno qualche migliaio che ha il biglietto della lotteria politica) avranno l'unica opportunità di azione democratica dei prossimi anni (che in Italia potrebbe comunque essere una data un po più vicina.)
Circa il 30% di coloro aventi diritto al voto vi rinunceranno.
Rinunceranno all'unico briciolo di potere che hanno, anche sapendo, che assieme costituiscono il gruppo di scelta elettorale maggiore.
Quest'anno bolle molto in pentola.
Si agita tutto, e a quanto pare, gli elettori di fatto sono in subbuglio.
Da una parte ci sono i partiti consolidati, con i loro fedeli, le loro quote "sicure" o previste, e il sistema al quale si sono adattati, e poi ci sono alcuni nuovi attori, iperattivi fino all'ultimo momento, e una spina nel fianco delle aritmetiche di potere.
Gli schieramenti non sono chiari, anche se come reazione ai sondaggi si fanno previsioni e considerazioni ovunque. Ci sono offerte, rifiuti annunciati che sembrano più esche, e i mezzi di comunicazione che l'ultimo giorno permesso per i sondaggi fanno le ultime considerazioni.
Alcuni aprono la possibilità di una crescita di ultima ora del Movimento 5 Stelle, senza dare limiti.
Gli entusiasti del Movimento ovviamente sognano la maggioranza assoluta, e qualche personaggio eminente manifesta addirittura intenzione di voto per il Movimento e/o per Rivoluzione Civile.
Noioso riassunto.
In questa prima parte esporrò le assunzioni positive che si possono fare riguardo al movimento di Grillo e Casaleggio.
La tattica di Grillo-Casaleggio è puntare sui comizi di Grillo, e dall'altra parte offrire una struttura via internet per gestire un movimento di democrazia diretta (o partecipativa) dove gli aderenti si possono organizzare e si convogliano proposte.
I piedi del movimento sono quindi due: Grillo e la base organizzata via internet.
Confermato regolarmente su fori di discussione pubblici, dove a obiezioni e critiche generalmente rivolte contro i metodi poco trasparenti e l'apparente mancanza di democrazia gli attivisti del movimento rispondono seccati, rimandando al loro lavoro di fondo.
Grillo quindi appare come polo magnetico, showman unico e portentoso, e le sue uscite oblique vengono relativizzate perché si devono considerare "mediatiche", cabarettistiche, o scivoloni dovuti alla natura "sanguigna" di Grillo.
Puntualmente vengono difese le espulsioni, a volte presentate come tradimenti all'accordo preso dal principio, di limitarsi a due mandati e accontentarsi della metà dello stipendio.
A chi si avvicina con diffidenza e critiche al movimento, si propone una interpretazione prevalentemente positiva costruita su presupposti resi possibili dagli elementi di informazione o dichiarazioni appena elencate:
Grillo e Casaleggio sono solamente uno il cavallo d'assalto del movimento, l'altro colui che provvede il guscio tecnico, la struttura di rete che lo organizza e gli permette di funzionare.
Le imposizioni (rifiuto di accettare spazi nei mezzi di comunicazione, obblighi salariali e limiti di mandato) si riescono ad accettare come rimedio contadino ai mali che nel complesso chiamiamo la Casta, che è il nemico dichiarato di Grillo.
Anche le affermazioni di democraticità, ma il rifiuto di rendere chiaro un orientamento ideologico o politico acquistano credibilità se si aggiunge come obiettivo il proposito di attirare consensi di ogni spettro politico.
A questo si aggiungono i punti più discutibili delle mete del movimento, come il referendum sull'abbandono della moneta comune, che a chi lo vede come una possibilità di altissimo rischio può sembrare un'esca populista come diverse altre, con il solo fine di ampliare i consensi elettorali.
Da notare anche le reazioni dei partiti, che secondo qualche commentatore sono le vere forze che spingono gli elettori a dare la preferenza al Movimento Cinque stelle. I partiti infatti danno evidenza di orchestrazioni strategiche contro l'elettorato, e ciò provoca la reazione di vendetta che Grillo offre portare a termine per conto degli elettori "traditi".
Si perdonano o si accettano quindi i bravi ragazzi inesperti ma onesti, probabilmente incapaci, preferendoli alle vecchie volpi rapinatrici, in combutta contro l'elettore, farsanti nel simulare principi e programmi, ma in fondo solidali tra di loro perché il loro interesse principale è salvare le loro reti di potere, che assorbono i fondi pubblici indebitamente.
Il M5S quindi cerca di proporsi come unica opzione di voto per espellere tutti i cattivi, come scalpello del cittadino per pulire il paese dalla Casta Corrotta.
E le dichiarazioni di intransigenza verso qualsiasi altro partito sono parte della strategia, che risultano essere fruttifere (mentre invece le considerazioni di coalizioni e alleanze degli altri partiti ottengono l'effetto contrario: Esodi di elettori).
Fine dell'analisi.
lunedì 4 febbraio 2013
The matrix
C'è gente che appassionatamente cavalca su teorie di cospirazione ed è convinta che il sistema che ci organizza si serve di illusioni, essendo orientato a fini che non sono di pubblico dominio.
In modo molto diverso da quel che credono, hanno ragione.
In psicologia spesso dallo studio delle patologie si risale a forme molto più attenuate che costituiscono il comportamento umano.
In materia democratica, sono i paesi con una democrazia disfunzionale che facilitano riconoscere i difetti del sistema democratico. E considero un fatto, che l'essere umano rifugge la conoscenza cruda della realtà, e generalmente nei casi in cui la adotta, la preferisce come mistificazione, ma nella maggioranza dei casi preferisce la falsità.
Assieme ad alcuni altri paesi (quelli che in certe classifiche si trovano nelle posizioni più basse) l'Italia è un ottimo biotopo per analizzare e capire dove stanno i difetti del sistema "libero e giusto" delle nostre società.
Avverto, che sono conscio, che criticare e rifiutare il sistema è un atto già attuato in precedenza da ideologie violente che tentarono soppiantare il sistema mediante depurazioni.
Ma faccio notare, che il sistema, così come i partiti e l'individuo, è un organismo composto che deve difendersi, visto che chi lo compone ha ogni interesse di preservarlo. E anche la nostra tendenza naturale è evitare il rischio dello sconosciuto, per cui il meccanismo di difesa da un lato ci permette lamentarci e protestare - senza ledere il sistema, ma non ci permette azioni per destabilizzare il sistema o sostituirlo.
Gli avvenimenti attuali ci offrono un buon esempio di ciò:
Grillo viene accusato di fascismo. Non perché incita alla violenza contro il sistema, ma perché lo addita, lo condanna, e lo scardina mantenendosi il più fuori possibile da esso.
È lo stesso obbiettivo di fascisti e comunisti anarchici, per cui oltre alle associazioni operate da parte di chi si vede minacciato (da dentro) è possibile anche l'avvicinamento tra gruppi con la stessa strada, ma obbiettivi diversi. (Rivoluzione Civile invece è solo di nome "Rivoluzione", e cerca un campo di azione entrando nel sistema, in una nicchia di mercato.)
Come funziona il sistema:
Avevo tempo fa accennato al fatto, che l'elettore non ha scelta, e non può creare scelta.
È solo preso in un doppio legame di selezione multipla tra proposte, che sono tutte omologate dentro il sistema per preservarlo.
E a cosa serve il sistema lo sappiamo:
A permettere a un gruppo ridotto di persone di esercitare potere tramite reti ramificate in diversi settori della società, ma non formalizzate e ufficiali.
Per rendere l'idea, è necessario servirsi di un esempio più chiaro:
Nel diciannovesimo secolo, dopo secoli di governo autocratico, diversi sovrani furono costretti a fare concessioni alla masse. Vista la ovvia difficoltà di formare una società non gerarchica, la soluzione "naturale" (nel senso di vicina alla tradizione storica) fu quella di scegliere rappresentanti con i quali formare una gerarchia di potere. In pratica si cambiarono alcune regole, si permise l'elezione dal basso (che poi si estese a ogni cittadino), ma si preservò la struttura gerarchica. E con la struttura si ereditarono i difetti.
Che anche quelli conosciamo:
Intendimento della posizione come potere ottenuto per procura temporaria senza possibilità di revoca con conseguenti spazi potenziali per abusi.
In certe società si colse lo spirito del cambio e anche dovuto a controlli dal basso e al fatto che un certo potere di fatto rimaneva agli elettori (potere di manifestare e far rispettare la propria volontà) si giunse a democrazie funzionali.
In altre invece la tradizione dell'intriga, dell'inganno e della lotta per il vantaggio era talmente radicata, che si trasferì completamente al sistema appena intonacato fresco.
Secondo il giovane Mussolini il sistema Parlamentare non era adatto all'Italia. Il Mussolini maturo invece già aveva scoperto che anche il Parlamentarismo serve a favorire poteri forti. (E usò il sistema esistente esattamente per fare tutto quello che anteriormente aveva condannato da anarchico).
La domanda che dovrebbe interessarci, se siamo critici verso il sistema e siamo d'accordo sul fatto che da dentro è illusorio aggiustarlo, è - in modo chiaro e diretto - con che tipo di sistema vogliamo sostituirlo.
La cosa curiosa è che chi ci riunisce contro il sistema, ci disperderebbe se ci dicesse dove ci vuole portare.
La "distruzione" (include quella condotta con metodi pacifici e forse anche democratici!) come idea sorge in primo luogo grazie al malfunzionamento. È lo stesso sistema che rivela la sua natura traditrice e provoca reazione.E la strategia più vantaggiosa per ottenere sufficiente potere per scardinarlo è concentrarsi solo sul fatto di doverlo dissolvere. Il progetto di ricostruzione in realtà non esiste. La ricostruzione o è un'azione autoritaria ad opera di una forza violenta, oppure una fase di confusione. Perché la libertà è anche libertà di ricreare strutture sciolte e ricominciare daccapo.
Personalmente e me non interessa il potere.
Es è per questo, che io continuo a pensare al cambio operato dalla realtà, usando percorsi legali, e modificando il meno possibile, ma creando la dinamica perché cambi maggiori derivino da ciò.
È dimostrato, che l'essere umano non ragiona, e preferisce seguire un corteo grazie a pochi slogan.
Correggo: È dimostrato nella storia passata.
E aggiungo: La storia mostra una certa evoluzione, con ricadute in certi atteggiamenti, ma non è sicuramente circolare (i diritti umani sono un concetto nuovo, e la gran parte dell'umanità, includendo politici reazionari e radicali, non li comprendono fino ad oggi.)
Viso che il potere veramente deriva dal basso (e in alto viene solo incanalato e manipolato), dipende dalla società quando sarà sufficientemente evoluta per far funzionare equamente il sistema che permette.
In una frase: Ogni società ha il sistema per il quale è matura.
Per cosa sono maturo io lo leggete da due anni.
Io dalle notizie vedo chiaramente, che la gente in maggioranza è matura per quello che accetta di scegliere.
It is the society that produces the matrix it lives within.
In modo molto diverso da quel che credono, hanno ragione.
In psicologia spesso dallo studio delle patologie si risale a forme molto più attenuate che costituiscono il comportamento umano.
In materia democratica, sono i paesi con una democrazia disfunzionale che facilitano riconoscere i difetti del sistema democratico. E considero un fatto, che l'essere umano rifugge la conoscenza cruda della realtà, e generalmente nei casi in cui la adotta, la preferisce come mistificazione, ma nella maggioranza dei casi preferisce la falsità.
Assieme ad alcuni altri paesi (quelli che in certe classifiche si trovano nelle posizioni più basse) l'Italia è un ottimo biotopo per analizzare e capire dove stanno i difetti del sistema "libero e giusto" delle nostre società.
Avverto, che sono conscio, che criticare e rifiutare il sistema è un atto già attuato in precedenza da ideologie violente che tentarono soppiantare il sistema mediante depurazioni.
Ma faccio notare, che il sistema, così come i partiti e l'individuo, è un organismo composto che deve difendersi, visto che chi lo compone ha ogni interesse di preservarlo. E anche la nostra tendenza naturale è evitare il rischio dello sconosciuto, per cui il meccanismo di difesa da un lato ci permette lamentarci e protestare - senza ledere il sistema, ma non ci permette azioni per destabilizzare il sistema o sostituirlo.
Gli avvenimenti attuali ci offrono un buon esempio di ciò:
Grillo viene accusato di fascismo. Non perché incita alla violenza contro il sistema, ma perché lo addita, lo condanna, e lo scardina mantenendosi il più fuori possibile da esso.
È lo stesso obbiettivo di fascisti e comunisti anarchici, per cui oltre alle associazioni operate da parte di chi si vede minacciato (da dentro) è possibile anche l'avvicinamento tra gruppi con la stessa strada, ma obbiettivi diversi. (Rivoluzione Civile invece è solo di nome "Rivoluzione", e cerca un campo di azione entrando nel sistema, in una nicchia di mercato.)
Come funziona il sistema:
Avevo tempo fa accennato al fatto, che l'elettore non ha scelta, e non può creare scelta.
È solo preso in un doppio legame di selezione multipla tra proposte, che sono tutte omologate dentro il sistema per preservarlo.
E a cosa serve il sistema lo sappiamo:
A permettere a un gruppo ridotto di persone di esercitare potere tramite reti ramificate in diversi settori della società, ma non formalizzate e ufficiali.
Per rendere l'idea, è necessario servirsi di un esempio più chiaro:
Nel diciannovesimo secolo, dopo secoli di governo autocratico, diversi sovrani furono costretti a fare concessioni alla masse. Vista la ovvia difficoltà di formare una società non gerarchica, la soluzione "naturale" (nel senso di vicina alla tradizione storica) fu quella di scegliere rappresentanti con i quali formare una gerarchia di potere. In pratica si cambiarono alcune regole, si permise l'elezione dal basso (che poi si estese a ogni cittadino), ma si preservò la struttura gerarchica. E con la struttura si ereditarono i difetti.
Che anche quelli conosciamo:
Intendimento della posizione come potere ottenuto per procura temporaria senza possibilità di revoca con conseguenti spazi potenziali per abusi.
In certe società si colse lo spirito del cambio e anche dovuto a controlli dal basso e al fatto che un certo potere di fatto rimaneva agli elettori (potere di manifestare e far rispettare la propria volontà) si giunse a democrazie funzionali.
In altre invece la tradizione dell'intriga, dell'inganno e della lotta per il vantaggio era talmente radicata, che si trasferì completamente al sistema appena intonacato fresco.
Secondo il giovane Mussolini il sistema Parlamentare non era adatto all'Italia. Il Mussolini maturo invece già aveva scoperto che anche il Parlamentarismo serve a favorire poteri forti. (E usò il sistema esistente esattamente per fare tutto quello che anteriormente aveva condannato da anarchico).
La domanda che dovrebbe interessarci, se siamo critici verso il sistema e siamo d'accordo sul fatto che da dentro è illusorio aggiustarlo, è - in modo chiaro e diretto - con che tipo di sistema vogliamo sostituirlo.
La cosa curiosa è che chi ci riunisce contro il sistema, ci disperderebbe se ci dicesse dove ci vuole portare.
La "distruzione" (include quella condotta con metodi pacifici e forse anche democratici!) come idea sorge in primo luogo grazie al malfunzionamento. È lo stesso sistema che rivela la sua natura traditrice e provoca reazione.E la strategia più vantaggiosa per ottenere sufficiente potere per scardinarlo è concentrarsi solo sul fatto di doverlo dissolvere. Il progetto di ricostruzione in realtà non esiste. La ricostruzione o è un'azione autoritaria ad opera di una forza violenta, oppure una fase di confusione. Perché la libertà è anche libertà di ricreare strutture sciolte e ricominciare daccapo.
Personalmente e me non interessa il potere.
Es è per questo, che io continuo a pensare al cambio operato dalla realtà, usando percorsi legali, e modificando il meno possibile, ma creando la dinamica perché cambi maggiori derivino da ciò.
È dimostrato, che l'essere umano non ragiona, e preferisce seguire un corteo grazie a pochi slogan.
Correggo: È dimostrato nella storia passata.
E aggiungo: La storia mostra una certa evoluzione, con ricadute in certi atteggiamenti, ma non è sicuramente circolare (i diritti umani sono un concetto nuovo, e la gran parte dell'umanità, includendo politici reazionari e radicali, non li comprendono fino ad oggi.)
Viso che il potere veramente deriva dal basso (e in alto viene solo incanalato e manipolato), dipende dalla società quando sarà sufficientemente evoluta per far funzionare equamente il sistema che permette.
In una frase: Ogni società ha il sistema per il quale è matura.
Per cosa sono maturo io lo leggete da due anni.
Io dalle notizie vedo chiaramente, che la gente in maggioranza è matura per quello che accetta di scegliere.
It is the society that produces the matrix it lives within.
sabato 3 novembre 2012
La parte positiva dell'astensione
Mi ha irritato un commento di qualcuno sul foro di discussione del fatto quotidiano.
Diceva direttamente, che l'astensione in massa è un fatto positivo, perché da maggior valore al voto di chi ha votato.
Ovvero: Se siamo in 100 gli elettori e solo voto io, il mio voto vale 100 ed è meglio così.
Non so se offendere una persona del genere, oppure pensare che non ha un concetto di giustizia molto sviluppato.
Se siamo in 100 a poter votare, tutti sappiamo che dei 60 che voteranno, una buona parte lo fa per una promessa ricevuta, o direttamente per soldi o un beneficio.
Se distinguiamo quindi tra i voti validi tra il grado di responsabilità mostrato dall'elettore, e consideriamo che il voto venduto per 70 Euro ha lo stesso valore del voto cosciente e ponderato, a questo commentatore dobbiamo dire che ha le idee e i valori sperduti.
Perché pensa al suo voto che grazie agli "imbecilli" che a lui non importa perché non hanno voluto votare vale il doppio. Ovvero, col suo voto vota anche per un'altro ...
Andiamo allora sul reale: Do la mia scheda a te, e ti dico di farne quello che vuoi.
Ti è permesso consegnare due schede?
Credo che è sanzionabile, no?
Anche da questo lato vediamo che l'elettore ha diritto a un solo voto, il suo.
Assegnargliene una fetta di un altro voto d'ufficio ... equivale a dargli un pezzo di scheda altrui.
Io per logica e per diritto non scorgo nessunissima ragione valida per trasformare un voto in un mandato equivalente a più di un voto.
Mi rifaccio al doppio legame di cui parlavo qualche giorno fa:
Non è vero che chi tace acconsente. Non siamo scemi.
Se mi offri un menu di pietanze marce e puzzolenti, e non voglio neanche provarne, non sto accettando la tua cucina. La sto rifiutando!
E non mi fai cretino dicendo che sono un irresponsabile, perché hai escogitato il metodo di togliermi la voce.
Non ti sto dando licenza di cucinare porcherie a nome mio. Ti sto rifiutando. E se mi ignori lo fai solo perché ti sei messo tu in una posizione che riesci a farlo senza castigo.
Diceva direttamente, che l'astensione in massa è un fatto positivo, perché da maggior valore al voto di chi ha votato.
Ovvero: Se siamo in 100 gli elettori e solo voto io, il mio voto vale 100 ed è meglio così.
Non so se offendere una persona del genere, oppure pensare che non ha un concetto di giustizia molto sviluppato.
Se siamo in 100 a poter votare, tutti sappiamo che dei 60 che voteranno, una buona parte lo fa per una promessa ricevuta, o direttamente per soldi o un beneficio.
Se distinguiamo quindi tra i voti validi tra il grado di responsabilità mostrato dall'elettore, e consideriamo che il voto venduto per 70 Euro ha lo stesso valore del voto cosciente e ponderato, a questo commentatore dobbiamo dire che ha le idee e i valori sperduti.
Perché pensa al suo voto che grazie agli "imbecilli" che a lui non importa perché non hanno voluto votare vale il doppio. Ovvero, col suo voto vota anche per un'altro ...
Andiamo allora sul reale: Do la mia scheda a te, e ti dico di farne quello che vuoi.
Ti è permesso consegnare due schede?
Credo che è sanzionabile, no?
Anche da questo lato vediamo che l'elettore ha diritto a un solo voto, il suo.
Assegnargliene una fetta di un altro voto d'ufficio ... equivale a dargli un pezzo di scheda altrui.
Io per logica e per diritto non scorgo nessunissima ragione valida per trasformare un voto in un mandato equivalente a più di un voto.
Mi rifaccio al doppio legame di cui parlavo qualche giorno fa:
Non è vero che chi tace acconsente. Non siamo scemi.
Se mi offri un menu di pietanze marce e puzzolenti, e non voglio neanche provarne, non sto accettando la tua cucina. La sto rifiutando!
E non mi fai cretino dicendo che sono un irresponsabile, perché hai escogitato il metodo di togliermi la voce.
Non ti sto dando licenza di cucinare porcherie a nome mio. Ti sto rifiutando. E se mi ignori lo fai solo perché ti sei messo tu in una posizione che riesci a farlo senza castigo.
venerdì 2 novembre 2012
Avanti Dilettanti!
Dilettanti con lettera maiuscola perché cito un titolo tedesco dello Spiegel, dove il sostantivo va scritto così.
Lo Spiegel commentava sul partito dei Pirati, un gruppo di personaggi entrati in alcuni Parlamenti regionali, che sembrava portare una rivoluzione politica.
Il movimento nel frattempo ha perso i colpi, principalmente per litigi interni, confusioni, incoerenze, e mancanza di un programma.
Stiamo parlando quindi di cose che diversi vedono succedere anche in Italia.
Una cosa che non mi permetto definire dilettantesca è la sincerità.
Ma sincero può essere anche uno stupido o un incompetente. E non ci servirebbe a molto.
Leggo molti rimproveri a chi si astiene, e sebbene incallito astensionista, riconosco che sono rimproveri ragionevoli.
Prendiamo un caso:
In Parlamento si discute una nuova legge che o evita sanzioni giuridiche a qualcuno, oppure lo esonera da processi pendenti.
Per anni mi sono irritato al vedere quanto tempo e energie i Parlamentari devono dedicare a litigarsi su cose del genere.
O al vedere, che tali proposte si votavano con il voto di fiducia (ovvero: Se cado io cade il governo!)
Preferiamo che siano personaggi interessati a conservare il loro mandato coloro che decidono, o ci farebbe comodo una fazione addizionale che per principio rifiuta proposte di questo tipo, anche se non riesce a fare troppe proposte per la mancanza di esperienza e qualificazione?
Io preferirei la seconda possibilità.
Quindi faccio male a non "votare" contro il peggiore.
Se fosse tutto qui, avrei votato.
Ma purtroppo le intenzioni ogni tanto si vedono, e sono quelle che non mi trovano d'accordo!
Io non voterei contro l'Europa. Comincerei con l'arduo compito di pulire e fare una riforma della pubblica amministrazione. Non solamente tagli da ogni lato fino a lasciare mozzo tutto il corpo, sanguinando da ogni lato, ma rimanendo goffo e impacciato.
Non mi sembra sufficiente il lavoro da ragioniere, di ridurre i numeri, e neanche l'idea di una rottura radicale perché non riusciamo a mantenere il passo. È l'ammissione, che vogliamo continuare il sistema costruito sul favoritismo, sul posticino di lavoro statale creato solo per dare l'impiego come premio al voto, etc.
In altre parole: Per me il voto lo merita chi ha INTENZIONE di migliorare l'Italia, no chi solo fa potature richieste dal mondo delle finanze o chi vuole cambiare le cose senza rendere chiara la direzione.
Lo Spiegel commentava sul partito dei Pirati, un gruppo di personaggi entrati in alcuni Parlamenti regionali, che sembrava portare una rivoluzione politica.
Il movimento nel frattempo ha perso i colpi, principalmente per litigi interni, confusioni, incoerenze, e mancanza di un programma.
Stiamo parlando quindi di cose che diversi vedono succedere anche in Italia.
Una cosa che non mi permetto definire dilettantesca è la sincerità.
Ma sincero può essere anche uno stupido o un incompetente. E non ci servirebbe a molto.
Leggo molti rimproveri a chi si astiene, e sebbene incallito astensionista, riconosco che sono rimproveri ragionevoli.
Prendiamo un caso:
In Parlamento si discute una nuova legge che o evita sanzioni giuridiche a qualcuno, oppure lo esonera da processi pendenti.
Per anni mi sono irritato al vedere quanto tempo e energie i Parlamentari devono dedicare a litigarsi su cose del genere.
O al vedere, che tali proposte si votavano con il voto di fiducia (ovvero: Se cado io cade il governo!)
Preferiamo che siano personaggi interessati a conservare il loro mandato coloro che decidono, o ci farebbe comodo una fazione addizionale che per principio rifiuta proposte di questo tipo, anche se non riesce a fare troppe proposte per la mancanza di esperienza e qualificazione?
Io preferirei la seconda possibilità.
Quindi faccio male a non "votare" contro il peggiore.
Se fosse tutto qui, avrei votato.
Ma purtroppo le intenzioni ogni tanto si vedono, e sono quelle che non mi trovano d'accordo!
Io non voterei contro l'Europa. Comincerei con l'arduo compito di pulire e fare una riforma della pubblica amministrazione. Non solamente tagli da ogni lato fino a lasciare mozzo tutto il corpo, sanguinando da ogni lato, ma rimanendo goffo e impacciato.
Non mi sembra sufficiente il lavoro da ragioniere, di ridurre i numeri, e neanche l'idea di una rottura radicale perché non riusciamo a mantenere il passo. È l'ammissione, che vogliamo continuare il sistema costruito sul favoritismo, sul posticino di lavoro statale creato solo per dare l'impiego come premio al voto, etc.
In altre parole: Per me il voto lo merita chi ha INTENZIONE di migliorare l'Italia, no chi solo fa potature richieste dal mondo delle finanze o chi vuole cambiare le cose senza rendere chiara la direzione.
Spazio ristretto: Sorci feroci!
In uno studio etologico fatto su topi si riscontrò che l'aggressività degli animali aumenta col decrescere del loro spazio disponibile.
Dalle notizie che leggo sull'Italia, o sono più feroci coloro che cercano gli infrattori (per cui meritano i complimenti), oppure sono aumentati gli infrattori perché "lo spazio" (non saprei che tipo di spazio) in Italia è diminuito, e la ferocia per ottenere benessere materiale è aumentata.
Per dirla direttamente: Mi sorprende quanta gente è inquisita, quanti imbrogli, favoreggiamenti, appofittamenti e fregamenti (scusate la sgrammatica) si commettono.
Ammetto che è scoraggiante. Sembra che l'italiano nasce con la corruzione nel sangue, e senza coscienza civica e sociale.
L'altra cosa molto comune che riscontro è non tanto la rassegnazione quanto le mille critiche e il stare in disaccordo tra tutti.
E in parte mi sembra che siccome siamo impotenti, perlomeno la sappiamo più lunga e possiamo discordare verbalmente e mantenere un granello di potere personale.
Anche a me da fastidio la mancanza di spazio. Qual che sia lo spazio, bisogna farlo, no?
Mi direte che faccio il Grillo ed è per l'effetto satirico. Ma sapete che la convinzione è seria e secondo me fa senso:
Seggi vuoti, cosi si sentono meno oppressi i poveri deputati!
Passata la battuta, che aveva il solo scopo di ricordarvi il progetto di rispettare esattamente alla lettera la scelta elettorale (che consiste ormai di una maggioranza che si astiene dal mandare gente alle poltroncine di prima classe!), ribadisco l'osservazione:
È feroce e animale come rubano in Italia, e la sfacciataggine che hanno nonostante la magistratura e le forze dell'ordine siano più efficienti di prima!
Se la speranza di sostituire parte dei "soliti eletti" con novellini del M5S è solamente quella di sfoltire le reti di ladroni ... si fa meglio con la mia proposta.
Io sinceramente preferirei - da veterano astensionista che sono - evitare di divenire il nonno dell'astensione, e trovare un programma sensato, graduale e di riforma profonda da poter appoggiare. O col mio voto, o con una candidatura (che vedo come possibilità di essere una piccola ruota che aiuta a far girare meglio il sistema).
Gli astensionisti siamo la maggioranza politica!
Riusciremo ad essere d'accordo perlomeno su questo fatto reale, per chiedere che come minimo ci tengano in conto, ovvero ci contino e non fingano che non ci siamo?
Vediamo se un giorno ci sarà una risposta!
Dalle notizie che leggo sull'Italia, o sono più feroci coloro che cercano gli infrattori (per cui meritano i complimenti), oppure sono aumentati gli infrattori perché "lo spazio" (non saprei che tipo di spazio) in Italia è diminuito, e la ferocia per ottenere benessere materiale è aumentata.
Per dirla direttamente: Mi sorprende quanta gente è inquisita, quanti imbrogli, favoreggiamenti, appofittamenti e fregamenti (scusate la sgrammatica) si commettono.
Ammetto che è scoraggiante. Sembra che l'italiano nasce con la corruzione nel sangue, e senza coscienza civica e sociale.
L'altra cosa molto comune che riscontro è non tanto la rassegnazione quanto le mille critiche e il stare in disaccordo tra tutti.
E in parte mi sembra che siccome siamo impotenti, perlomeno la sappiamo più lunga e possiamo discordare verbalmente e mantenere un granello di potere personale.
Anche a me da fastidio la mancanza di spazio. Qual che sia lo spazio, bisogna farlo, no?
Mi direte che faccio il Grillo ed è per l'effetto satirico. Ma sapete che la convinzione è seria e secondo me fa senso:
Seggi vuoti, cosi si sentono meno oppressi i poveri deputati!
Passata la battuta, che aveva il solo scopo di ricordarvi il progetto di rispettare esattamente alla lettera la scelta elettorale (che consiste ormai di una maggioranza che si astiene dal mandare gente alle poltroncine di prima classe!), ribadisco l'osservazione:
È feroce e animale come rubano in Italia, e la sfacciataggine che hanno nonostante la magistratura e le forze dell'ordine siano più efficienti di prima!
Se la speranza di sostituire parte dei "soliti eletti" con novellini del M5S è solamente quella di sfoltire le reti di ladroni ... si fa meglio con la mia proposta.
Io sinceramente preferirei - da veterano astensionista che sono - evitare di divenire il nonno dell'astensione, e trovare un programma sensato, graduale e di riforma profonda da poter appoggiare. O col mio voto, o con una candidatura (che vedo come possibilità di essere una piccola ruota che aiuta a far girare meglio il sistema).
Gli astensionisti siamo la maggioranza politica!
Riusciremo ad essere d'accordo perlomeno su questo fatto reale, per chiedere che come minimo ci tengano in conto, ovvero ci contino e non fingano che non ci siamo?
Vediamo se un giorno ci sarà una risposta!
Iscriviti a:
Post (Atom)